Nel solco dell’atmosferico “Mirror Eye”, “Catoptric” (vinile rilasciato dalla Social Registry) continua il discorso meditativo e devozionale degli Psychic Ills. Ma, questa volta, il livello dell’ispirazione è ai minimi storici per la formazione newyorkese. Quattro brani per ventisei minuti di musica e non un sussulto degno di nota. Dal minimalismo raga di “Transmute” (con recitato letargico) alla lunga ipnosi lisergica di “Outvocation”, passando per l’andamento sonnambulo di “Secret Flower” e i fumi mediorientali di “Indus Echo”, l'unica cosa di cui avrete bisogno è un bel po’ di erba.
Tutto il resto è noia.
05/08/2010
Il terzo disco della band newyorkese, tra space-rock e odi orientaleggianti
Un vinile limitato privo di mordente, nel solco della classica psichedelia floydiana
Deludente ritorno per la formazione di Brooklyn, tra psichedelia letargica e noia umbratile
Nel suo quarto disco, la formazione americana vira verso territori più rock-oriented
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