Twin Shadow

Forget

2010 (4AD) | new wave, synth-pop

Cosa resta di nuovo oggi a quella fertile e dirompente sensibilità artistica da tutti conosciuta come new wave? Poco o nulla sarebbe la risposta, alla luce dei continui e ripetitivi revival che di quell'onda nuova mantengono solo il non-originale rumore. Eppure c'è chi da quel mare turbinoso è ancora capace di tirar fuori qualcosa di personale e a suo modo sorprendente. Una sorpresa che inizialmente è mista a curiosa ironia, se a fare della new-wave virata synth-pop è un personaggio così bizzarro e ambiguo, nonché dall'origine del tutto peculiare, quale il dominicano George Lewis Jr.

"Forget" esce per la prestigiosa 4AD, come Ariel Pink, l'altro fortunato disco di revival eighties dell'anno, ma risente fortemente in fase di produzione del lavoro (in particolare alle chitarre),di Chris Taylor dei Grizzly Bear, il quale contribuisce a regalare all'album quel tocco solenne, ma allo stesso tempo ricco della nostalgia di chi è costretto a dimenticare, spazzando via dolorosi ricordi. Notevole ed estremamente contagioso è inoltre il timbro vocale di Lewis, prossimo al soul e ricco di sensualità e fascino melò, come una sorta di crooner dei tempi andati alla maniera di Morrissey dal quale eredita anche quel certo mood passionale ed evocativo, per l'appunto estremamente smithsiano. Che dire poi delle pulsanti linee di basso amalgamate alla perfezione con percussioni prima nervose e poi sincopate?

L'effetto a volte è ansioso e tormentato (ascoltare il dream-pop oscuro e ovattato della traccia conclusiva o la magistrale "Slow", ricca di lirismo travagliato, fisico, con quegli echi cupi ma non privi di speranza, in uno stile post-punk a metà tra Police e New Order); altrove, risulta gentile e ridente, ma sempre frenetico e febbricitante (lo scalpitante e magniloquente incedere delle wildbeastsiane "When We're Dancing" e "At My Heels", o il ritmo affilato e gaio della danzereccia "Shooting Holes At The Moon").

Ma "Forget" è ricco di altre gemme disseminate sapientemente lungo la tracklist. Meritano infatti doverosa citazione quanto meno i soffici tribalismi melodici con cantato à la Sting di "Castles In The Snow", l'intenso e irrequieto romantic-wave di "I Can't Wait" e i gommosi giochini elettronici di "For Now".

Fascinoso, melodrammatico, ricco di urgenza carnale, "Forget" è un valzer di emozioni e tonalità contrastanti, un flusso musicale corposo e appassionato in cui immergere genuinamente l'animo. Resistervi vorrebbe dire reprimere.

(28/09/2010)

  • Tracklist
  1. Tyrant Destroyed
  2. When We're Dancing
  3. I Can't Wait
  4. Shooting Holes At The Moon
  5. At My Heels
  6. Yellow Balloon
  7. Tether Beat
  8. Castles in the Snow
  9. For Now
  10. Slow
  11. Forget
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