Wild Beasts

Two Dancers

2009 (Domino) | alt-pop

La febbre che ha animato musicisti e critica internazionale negli ultimi anni risponde al nome di revival degli anni 80. Senza nessuna barriera morale o di gusto, gli anni del synth-pop e lo smembramento del punk sono diventati il punto di riferimento per il rock del secondo millennio, ma pochi protagonisti hanno osato valicare i confini della nostalgia, intercettando più l’estetica che la sostanza di un periodo controverso e comunque ambiguo.
La nuova religione della pop music è risorta dopo che l’onda techno ne aveva sommerso ogni frutto, ma senza quasi mai produrre qualcosa di storicamente interessante.

Ora viene da chiedersi se ci sarà una fase evolutiva e creativa, e se sì, quando? Sparuti segnali (Arcade Fire su tutti) fino ad ora non sembrano aver confortato tale speranza, ma il 2009 si candida come l’anno di partenza per una nuova era, grazie all’ultimo disco dei Dirty Projectors, il nuovo Patrick Wolf e il secondo pregevole album dei Wild Beast.
"Two Dancers" è un album che non soffre del glamour nostalgico di altre band indie-pop, un album che definisce i propri confini, accrescendo il senso di stupore che caratterizzava il primo album e sfiorando l’art-rock con un consapevole e lussurioso lirismo che non ascoltavo dai tempi di "Sulk" degli Associates.

I Wild Beast hanno annullato la sindrome del secondo album, evitando di ripresentare la formula gioiosa e scanzonata dell’esordio: “Two Dancers” suona più come il terzo album, quello dove i gruppi ridefiniscono con sobrietà le loro ambizioni e percorrono il sentiero del pop adulto.
Il sound evolve verso un rock più corale e corposo: siamo più vicini alle sonorità dei Roxy Music era-“Manifesto” o degli U2 di “The Joshua Three”. Non più una sequenza di gustosi e innovativi hit-single, ma una corposa struttura sonora che accoglie architetture compositive elaborate e complesse, ritmi up-tempo che muovono i sensi, melodie che vibrano come fiammelle nella tempesta senza spegnersi mai, un flusso musicale denso di erotismo e gustose perversioni; il disincanto sornione dei testi aggiunge poi un fascino melò.

L’ibrido funk-glam di “Fun Powder Plot” apre l’album con innegabili rimandi ai Roxy Music di “Flesh And Blood”, il canto yodel di Hayden Thorpe e le gustose arie orientali si distendono sull’accattivante corpo ritmico-melodico del brano, pochi istanti e “Hooting & Howling” attira nel suo vortice, fatto di riff ossessivi e insidiosi, il suono si asciuga e corrode.
Il sostanzioso trio iniziale si completa con la splendida performance a due voci tra Hayden e Guy di “All The King's Men”, una cavalcata etno-funky-disco che tratteggia sonorità inesplorate.

I Wild Beast graffiano la buccia del revival synth-pop con massicce dosi di soul targato Orange Juice e graffianti tocchi di chitarre alla Smiths e U2, affondano le pulsioni banalizzanti in una ricerca sonora e lirica sontuosa che “When I'm Sleepy...” anticipa con trame psichedeliche e poi elabora attraverso i due movimenti di “Two Dancers”, dove il gruppo annulla tutta la spensieratezza e la fisicità volitiva dell’esordio per incontrare la riflessione della maturità e della responsabilità, la perdita dell’innocenza viene celebrata, infatti, nel brano finale del disco, “Empty Nest”.
Come novelli Assiocaties, i Wild Beasts raccontano storie in musica, ricche di ambiguità e violenza, sesso, forza bruta, sentimenti bruciati e calpestati, stati d’animo che non potevano essere contenuti nella spensieratezza dell’esordio, che riaffiora solo nella pop-disco “We Still Got The Taste Dancin' On Our Tongues”.
Sono nuove vibrazioni quelle che animano l’egregia “This Is Our Lot”, trame ritmiche elaborate, costruzioni armoniche essenziali e sontuose per il brano destinato a tracciare l’evoluzione futura del gruppo: la sensualità si è arricchita di consapevolezza senza perdere rabbia.

I Wild Beasts hanno definito il tracciato del nuovo synth-pop, hanno disperso il fumo e ora torna a bruciare la ribellione del corpo: scardinando l’estetica revivalista, con “Two Dancers” si sono incamminati sul sentiero del dream-pop più oscuro e ambiguo. La storia continua…

(01/09/2009)



  • Tracklist
  1. The Fun Powder Plot
  2. Hooting & Howling
  3. All the King's Men
  4. When I'm Sleepy...
  5. We Still Got the Taste Dancin' on Our Tongues
  6. Two Dancers (i)
  7. Two Dancers (ii)
  8. This Is Our Lot
  9. Underbelly
  10. Empty Nest
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