Bandabardo'

Scaccianuvole

2011 (On The Road) | folk-rock

Storie di poeti e di maghi, di santi e di povera gente. Qualche parola in francese o in spagnolo, qualche motivetto da fischiettare, i ricami di una chitarrina virtuosa e l'incedere svelto tracciato sulla pelle dei tamburi. La Bandabardò fa così da quasi vent'anni, e non ha nessun motivo per non continuare a battere questa strada. L'amore della gente d'altronde è tanto, ogni concerto è una festa, tutti a ballare e a cantare a squarciagola e a volersi un gran bene.

Le canzoni nuove si aggiungono presto a quelle vecchie, ovviamente si somigliano sempre di più ma chissenefrega, l'importante è star dietro alle loro danze, ai loro racconti, non perdersi niente dell'enorme dose di energia che riescono ancora a sprigionare ogni benedetta notte su ogni benedetto palco montato in ogni benedetto angolo d'Italia o di mondo.

 

Enrico "Erriquez" Greppi da qualche mese ha già cinquant'anni, ma la voce è sempre la stessa, e la sua faccia da quercia antica pure. Dietro di lui, e al suo fianco, nessuno molla di un centimetro: Finaz, Donbachi, Orla, Nuto, l'idolo delle folle Ramon. Oramai sono un meccanismo rodato alla perfezione, e chi di loro s'è fidato una volta sa che di fidarsi non potrà smettere più. Per questo, comunque la si voglia vedere, quando esce un nuovo disco si tratta solo di ascoltarlo il più possibile per imparare a memoria le canzoni. Perché va bene il cd, van bene gli mp3, vanno bene i passaggi alla radio o alla televisione, ma il cuore della Banda batte forte soprattutto dal vivo.

Insomma, i fan saranno senz'altro contenti di sapere che questo "Scaccianuvole", l'album che hanno appena sfornato, è un buon album, ma probabilmente tutto sommato non ci baderanno più di tanto. Il problema, piuttosto, è andare a vedere quando suoneranno vicino a casa, perché a quel punto si potrà consumare la solita notte da funamboli, la festa pagana a cui non rinunciare per nessun motivo al mondo, il rito irriducibile dei canti e dei balli e del vino rosso. Giusto quello, forse, cambierà un po', perché col passare del tempo si sarà fatto sempre più buono, meno per le tasche più piene di una volta, magari, che per gli stomaci più malandati. Ma tant'è, è di "Scaccianuvole" che adesso dobbiamo parlare. E allora spendiamoci qualche parola.

 

Tanto per cominciare, il disco, settimo in studio, arriva dopo il concept "Ottavio", del 2008, e anche se la Banda non rinuncia completamente a una sorta di piccolo gioco dei rimandi, in questo caso la struttura è, per così dire, più classica. La miscela di ballate, marcette e corse a perdifiato funziona come sempre ha funzionato e l'immaginario resta sostanzialmente quello che Erriquez e compagni hanno costruito pezzo dopo pezzo dai tempi del "Circo mangione". "Il mago Scaccianuvole", che apre, con questo Chico romantico e trasognato che chiunque ha l'impressione di riconoscere fin dal primo ascolto, è un piccolo paradigma del Bb-pensiero, con tanto di crediti in calce a Cervantes e dedica al giornalista e amico Ernesto De Pascale, morto qualche mese fa. "Rosa Luxembourg", subito dopo, è la "Bocca di rosa" che Casadei non ha mai scritto, mentre in "Spicchi di mele secche" si canta la saggezza contadina e si invoca Houdini - per "fuggire ma non scappare".

 

Il povero Cristo protagonista di "Un Paese cortigiano", poi, cerca di spiegarsi perché non sappia fare a meno di amare l'Italia, nonostante tutto, mentre in "Spogliati" è tutta una questione di passione e sensualità. L'amore di "Amore bellissimo", invece, è bello, sì, ma perduto, e la Banda lo racconta con una trama tenue, lenta, e una chitarra sguaiata su cui a occhio potrebbe aver messo le mani Orla più che Finaz - lo scopriremo al prossimo concerto. Quindi c'è "Sant'Eustachio", lamento popolare incalzante e un po' scoraggiato, a cui fa seguito lo swing gigione di "Godi". E se in "Come i Beatles" si propone un rooftop concert perpetuo come soluzione a tutti i mali del vivere comune, "Preoccupato marasma" è un charleston scanzonato che pian piano prende velocità. Ma appena prima c'era già stato "Interessa la danza", ballatona d'amore e d'ironia, forse il modo migliore per ricordarsi di questo "Scaccianuvole". Insieme ai titoli di coda di "Hanno ragione loro": c'è una società da reinventare daccapo, qualcuno deve urgentemente spiegarci una nuova utopia, e in attesa di capire come e quando arriverà la rivoluzione delle maniere di pensare e campare ecco già l'inno bello e pronto.

(30/05/2011)

  • Tracklist
  1. Il mago Scaccianuvole
  2. Rosa Luxembourg
  3. Spicchi di mele secche
  4. Un Paese cortigiano
  5. Spogliati
  6. Amore bellissimo
  7. Sant'Eustachio
  8. Godi
  9. Come i Beatles
  10. Interessa la danza
  11. Preoccupato marasma
  12. Hanno ragione loro
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