Blitzen Trapper

American Goldwing

2011 (Sub Pop) | folk-rock

Eric Earley, bambino di provincia, da stamattina spia la moto del fratellastro, una Honda Goldwing parcheggiata nel bel mezzo del giardino di casa. Finalmente si decide a uscire e arrampicarsi su fino al sellino, per mimare un'avventura di rombi e pistoni - fino a crollare, per terra, al primo strattone, intrappolandosi al di sotto del peso della moto.
È un po' questo il senso del potere nostalgico alla base di "American Goldwing", quarto disco dei Blitzen Trapper, già pronto ai tempi del tour di "Destroyer Of The Void": irresistibilmente attraente, il passato, ma spesso contro la propria volontà. Lo stesso Earley racconta poi dei suoi inizi da orfano ed emarginato, gli anni da senzatetto dopo aver abbandonato la scuola a ventitre anni.

Se finora l'aspetto più passatista e indulgente del gusto di Earley era stato più o meno ben mascherato, prima con quelle tirate "space-western" di "Wild Mountain Nation", poi con le strutture babeliche e sfuggenti di "Destroyer Of The Void", con "American Goldwing" i Blitzen Trapper spingono sull'acceleratore del revivalismo anni 70, sfoderando anche con coraggio ascendenze tra le più vituperate nel panorama indipendente contemporaneo, quel rock così pienamente americano che parla di strade assolate e della nostalgia di casa propria. Quello di gente come i Lynyrd Skynyrd e Eagles, insomma. Si aggiunge poi lo spunto hard-blues di "Street Fighting Sun", importante passo considerato che il missaggio è curato da Tchad Blake, che ha lavorato anche coi Black Keys.
Rimangono, di riconoscibile, lo stile melodico mai veramente banale - e mai veramente sorprendente - delle composizioni di Earley, a volte un po' capziose, come nell'estenuante ritornello di "Fletcher", e le sue interpretazioni dylaniane ("Love The Way You Walk Away", "Stranger In A Strange Land").

Non è tanto per la via espressiva scelta, plausibile e percorribile come altre, ma la sensazione è che le abilità compositive di Earley e compagni siano semplicemente troppo deboli per andare oltre un'imitazione ben confezionata: spesso sembra che, non fosse per qualche accordo estrapolato per mischiare le carte, si tratti di un tributo e non di materiale originale (impressione dettata anche dai testi non proprio brillanti).
I Blitzen Trapper rimangono insomma del tutto preferibili quando cercano di frullare insieme le proprie influenze, come hanno fatto nel precedente e più affascinante "Destroyer Of The Void". C'è da sperare che questo "American Goldwing" sia solo una rievocazione estemporanea.


(12/09/2011)



  • Tracklist
  1. Might Find It Cheap
  2. Fletcher
  3. Love The Way You Walk Away
  4. Your Crying Eyes
  5. My Home Town
  6. Girl In A Coat
  7. American Goldwing
  8. Astronaut
  9. Taking It Easy Too Long
  10. Street Fighting Sun
  11. Stranger In A Strange Land
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