Blitzen Trapper

Destroyer Of The Void

2010 (Sub Pop) | folk-rock

C'è senz'altro un'orgogliosa rivendicazione nerd nello sbattere in copertina una divinità taurina del Caos pre-Big Bang e dedicare alla sua distruzione - o trasfigurazione? - il proprio terzo disco. Il sestetto di Portland (Oregon, al solito) è ormai una realtà consolidata nel panorama statunitense, con una sua identità ben definita, tutto sommato: non sono poi così tanti a confrontarsi con il rock seventies, in quasi tutte le sue espressioni, dal folk-rock alla psichedelia, passando per il prog. Se nel loro primo disco, "Wild Mountain Nation", flirtavano con mondi meno classici del previsto, riempiendo di effettacci le loro incursioni roots - come si conveniva a un giovane fricchettone a quei tempi, immaginiamo - hanno subito rinunciato ad ammiccare a espressioni più weird, sulla scorta del costante e volitivo lavoro cantautorale del leader, Eric Earley (si veda la stupenda "Black River Killer").
"Furr", di un paio d'anni fa, ha permesso loro di metter la testa fuori dall'acqua: un'infilata di pezzi senza fronzoli che ha portato addirittura a uno speciale di Rolling Stone su di loro. Cosa rimane da fare, ai Blitzen Trapper? La definitiva consacrazione, che ora tentano con un'opera quanto mai ambiziosa.

Come lo stesso Earley ha confessato, i pezzi di "Destroyer Of The Void" si compongono spesso di più motivi, fusi insieme come nel corpo bestiale e antropomorfo insieme del suo protagonista. Già nella title track iniziale si percepisce questo compenetrarsi di momenti: l'epico coro iniziale, come se fossero tornati gli Yes, poi il faro si accende su Eric solista, un Neil Young alle prese col soul, per poi buttarsi in un assolo alla Lynyrd Skynyrd. Si farà fatica a credere che un simile mostro di Frankenstein riesca a tenersi in piedi, eppure... Il pezzo poi si interrompe, per lanciarsi in un apparentemente insensato rincorrersi sul ponte, tra hammer on e bending, mentre Earley vagabonda sul filo sottile di una melodia imprendibile ma consistente.
Un gioco krughiano (autore con cui Earley condivide il gusto per le ambientazioni fantastiche, basti contare i riferimenti dragoneschi nel disco) che si fa circolare nella chiusura corale, a completare il disegno di un rock operistico, epico ma irridente - tanto che, a volte, pare di essere di nuovo alle prese con la grandeur dei Queen, si vedano la divertente "Love And Hate" e la coinvolgente ballata pianistica di "Heaven And Earth". Gioco ripreso in "Below The Hurricane", dal gustoso e cangiante sapore psichedelico, nel virare dall'etereo inizio al vibrante intermezzo groovy.

E' unico, in effetti, l'approccio scanzonato con cui la band di Portland si confronta col passato e lo rivitalizza grazie a una spensieratezza melodica, una freschezza che ad altri manca. Per questo "Destroyer Of The Void" sa essere evocativo con leggerezza e non con affettazione, anche e soprattutto negli stornelli a base di armonica, nei quali si affollano storie polverose di un Far West mitico ed Earley veste i panni di un Dylan cowboy solitario ("The Man Who Would Speak True", nonchè il simpatico duetto bucolico con la compaesana Alela Diane di "The Tree").
I paragoni con band contemporanee rimangono ancora validi, soprattutto per quanto riguarda Tweedy e soci - molto meno calzante il parallelo coi Fleet Foxes, non fosse per la provenienza e per i brevi battiti corali di "The Tailor". Nei confronti della band di Tweedy, invece, ci sarà chi invoca il plagio, una volta arrivati alla traccia finale, "Sadie" (nonchè nel piano nervoso di "Lover Leave Me Drowning"). Ma non che i Wilco abbiano inventato il tutto...

"Destroyer Of The Void" è insomma quel che ci vuole per una band giovane e in crescita come i Blitzen Trapper: un disco che non si prende troppo sul serio, che non teme il pericolo di buttar lì un paio di riempitivi, che tali sono in realtà solo in quanto soluzioni fin troppo riconoscibili per la band, non per altro ("Evening Star" e "Dragon's Song"). Quello che importa, in fin dei conti, non è tanto l'abusato concetto della "consacrazione": è avere a disposizione una band che suona in maniera palpabile con lo scopo di intrattenere sia l'ascoltatore che sé stessa.

(25/06/2010)

  • Tracklist

1. Destroyer of the Void
2. Laughing Lover
3. Below The Hurricane
4. The Man Who Would Speak True
5. Love and Hate
6. Heaven and Earth
7. Dragon's Song
8. The Tree (feat. Alela Diane)
9. Evening Star
10. Lover Leave Me Drowning
11. The Tailor
12. Sadie

Il disco è in streaming sul loro sito ufficiale.

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