Il promo inviato dalla Miasmah è privo di press sheet, tuttavia leggo in rete che Kaboom Karavan è la sigla dietro cui si cela un collettivo belga capitanato dallo sperimentatore elettronico Bram Bosteels. E che "Barra Barra" è il loro secondo lavoro dopo "Short Walk With Olaf" del 2007. Ciò detto, al di la della sua qualità intrinseca, l'album conferma l'occhio lungo di Erik K. Skodvin, che per la sua etichetta ha assoldato alcuni dei personaggi più interessanti in circolazione, autori di musiche degne di attenzione o quantomeno curiose (basti ricordare Elegi, Gultskra Artikler, Kreng e Greg Haines).
Il baricentro di Miasmah si muove tra ambient, (in qualche caso) modern classical e "hauntologia" post-industriale dal taglio lynchiano, e Kaboom Karavan non fa eccezione anche se, come nel caso di Gultskra Artikler, Bosteels ci mette un bel carico da undici, ossia un tocco weird che rende il suono parecchio straniante. I dieci pezzi di "Barra Barra" si snodano come fossero parte di un unico fiume di liquame grigio e velenoso, come una colonna sonora ideale per una pellicola di Jacques Tourneur.
Il suono è decostruito ed è tenuto fragilmente assieme dalle parti elettroniche, che fanno da sottofondo a improvvisazioni di chitarra e basso, e a suoni di oggetti "trovati" che irrompono nel flusso in modo pseudo-aleatorio. Vengono in mente degli Einsturzende Neubauten che flirtano con la Ghost Box o gli H.N.A.S meno cazzaggianti, ma anche le liquide composizioni "concrete" di Graham Lambkin & Jason Lescalleet. Affascinante e suggestivo quando non proprio inquietante.
27/04/2011