Parts And Labor

Constant Future

2011 (Jagjaguwar) | noise-rock

Razzi a propulsione ultrasonica lanciati a folle velocità verso sistemi inesplorati, città che paiono abbarbicarsi su se stesse in informi piramidi di lamiera, un'umanità meccanizzata ma ancora misteriosamente irrazionale. La corsa dei Parts And Labor non pare aver perso il suo abbrivio in questo pirotecnico quinto disco, dal titolo appunto di "Constant Future".
Dopo la dipartita della chitarrista Sarah Lipstate, la band è tornata a essere un trio, ma ha conservato il marchio di fabbrica dei suoi motivi di pop e rock schizzati, che assomigliano a un'allucinazione epilettica, un'abbuffata sonora di bit corrotti, un segnale distorto emesso ad altissimo contenuto energetico.

Il richiamo programmatico al futuro, sonorità insieme robotiche e organicamente fameliche, tutto fa pensare al "primitivismo futurista" dei Les Savy Fav ("Rest"), per quanto i Parts & Labor abbiano sempre attinto anche dal prog, oltre che dal post-punk. Per questo e per l'interazione a volte quasi mimetica tra sintetizzatore e chitarra, nonchè per lo stile vocale del frontman Dan Friel (pare il Krug di "Dragonslayer"), vengono in mente i Wolf Parade di "Expo 86", in particolare.
Il divincolarsi minaccioso di "Outnumbered", che finisce per eruttare pillole multicolori nell'assolo di synth, trova compimento nell'epica filastrocca di "Without A Seed", il montare dronico del cui sottofondo sembra incorniciare uno spiritual dell'attivismo, proteso in avanti.

Poco da dire sul resto, a parte qualche sussulto power-pop ("Hurricane") e le frantumazioni ritmiche e le slavine sintetiche à la Battles di "Fake Names", probabilmente unico lampo creativo di tutto "Constant Future". Resta un disco tutto sommato divertente, con una certa coerenza visionaria ma poche canzoni davvero degne di nota.

(16/03/2011)



  • Tracklist
1. Fake Names
2. Outnumbered
3. Constant Future
4. A Thousand Roads
5. Rest
6. Pure Annihilation
7. Skin And Bones
8. Echo Chamber
9. Without A Seed
10. Bright White
11. Hurricane
12. Never Changer
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