Maurice De Jong, lo sapete, non è soltanto l’ombra che si aggira dietro le frastornanti ed esiziali sinfonie di Gnaw Their Tongues; non è soltanto l’uomo che gestisce le etichette Devotional Hymns e Mastering Graphics, ma è anche un musicista dalle mille incarnazioni, ultima in ordine di tempo Seirom, progetto che miscela dark-ambient, noise e drone-music, in un gioco di specchi infinito. Lo stesso De Jong ha parlato di “guitardronesblackmetaldrums estatico”. Ridondante o meno, la definizione è comunque intrigante e in parte si addice alla perfezione per “Istkrieg” e “Istnichtkrieg”, lunghissimi voli dronici le cui tonalità celestiali sposano le inesprimibili magniloquenze di William Fowler Collins, in un tourbillon di stratificazioni infinitesimali, battiti sepolti e melodie sibilline. Il lato oscuro di queste partiture è rappresentato, invece, dai malefici field recordings che riempiono la scenografia di “Istauchkrieg”.
03/07/2011
Un disco di alt-country moderno che unisce calore melodico e tinte crepuscolari
La nuova tappa, più intima e contemplativa, della band del produttore delle star
l debutto del trio romano, tra macchine autocostruite, registrazioni di campo e melodie sussurrate
La popstar tedesca trova finalmente la quadra grazie a un tuffo profondo nell'universo sonoro hyperpop
Songwriting robusto e dream-pop che guarda molto da vicino ai grandi del genere nell'esordio della band londinese
L'album dei ricordi dell'ex War On Drugs non sfugge ai cliché
Coerenza e immutata credibilità per un ritorno atteso quindici anni
Dalle notazioni di Sylvain Chauveau prende le mosse un itinerario elegiaco di suono e silenzio