Una lunga, atmosferica introduzione fa da preludio a una fibrillazione innodica, avvolta da una nube di rumorismi insistenti. È “If You Leave…”, primo brano di “Leave Home”, secondo lavoro di questo quartetto newyorkese che, guadagnatosi un certo rispetto nel circuito underground, ha finito per meritarsi un contratto con la Sacred Bones.
La band non ha ancora grandi numeri nel suo carniere ma può, comunque, vantare un impatto viscerale niente male, con gli strumenti che, a volume altissimo, battagliano tra di loro, fino all’ultimo respiro, finendo per creare un wall of sound a tratti impenetrabile e ostile.
Dopo il siluro punk di “Lotus” e il noise-rock istrionico di “Think”, le cose si fanno più incandescenti con il collasso esistenziale di “L.A.D.O.C.H.” (i Khanate cresciuti a pane e Jesus Lizard?), brano-vetta del disco.
Sul vinile, il secondo lato si apre con un’altra variante punk-noise, “()”, mentre “Shittin’ With The Shah”, almeno per tre quarti della sua durata, fa riprendere fiato con uno strumentale dai toni idilliaci. La chiusa di “Night Landing”, invece, evidenzia il loro retaggio post-punk.
Apprezzabili.
26/07/2011
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