Tiger & Woods

Through The Green

2011 (Running Back) | electro-boogie, house-funk

Di loro sappiamo poco o nulla, a parte alcune indiscrezioni ufficiose (pare che uno dei due sia il mitico dj-producer Marco Passarani). Sappiamo che sono in due, che amano fotografare nei luoghi più disparati una tigre giocattolo eretta a loro marchio, che prediligono lasciarsi chiamare con nomignoli beffardi insistendo su una sfuggente anonimia e che questa loro stramba creatura gira indisturbata da qualche annetto nei giri che contano, tra una misteriosa label tedesca a produrli e lontani campionamenti italo-disco dal sapore baldelliano. Essenziali e diretti, groove dal richiamino analogico facile, nel qui presente esordio "Through The Green" i due misconosciuti nerd capitolini riprendono i Cassius più trendy e alcuni mostriciattoli della console nostrana, simboli indiscussi della House italiana di un decennio fa, vedi Joe T Vanelli, Farfa e Ralf. L'intento è organizzare un vero e proprio festino House petulante e laccato di nostalgia anni Ottanta della Riccione che fu. I ritmi e i suoni sganciati dai Tiger&Woods ricordano il Coccoluto più intimo, quello che piazzava rarità al mitico "Zen" di Sperlonga solo per i pochi fortunati corsi a venerarlo nei weekend di fine estate, e il primissimo Philippe Zdar, quello che amava svezzare i due giovani Daft Punk, per intenderci. 

House, dicevamo. House-boogie incalzante e chiccosa in ogni sua elegante diramazione. Così, "Time" rischia di diventare la bombetta dance dell'anno, mentre una "Don't Hesitate" strizza l'occhio nella sua insistente fascinazione cool alle ultime cosine di un certo Mathias Modica, aka Munk. Al centro del piatto, "Love In Cambogia" è la frustata che non t'aspetti, la bordata sexy che avanza poderosa, eccitata ed eccitante fino al midollo. Insomma, tutto funziona alla grande ed è davvero stupefacente la semplicità con cui i Tiger&Woods allestiscono la loro personalissima rivisitazione stilistica della dance music da juke-box, inanellando tutta una serie di irresistibili giretti al synth, lanciati in loop come cavalli nei campi. 

Che questi due piccioncini spuntati dal nulla amino sguazzare nell'electro-funky contorta fino all'inverosimile, è palese fin dai primi battiti di "Dr. Burner". Di certo, non mancano momenti più pacati, in cui è una sorta di lounge-disco vorticosa a prendere il sopravvento ("Curb My Heart" feat. Em), quasi a suggerire una pausa drink prima che la festa riprenda la sua vibrante dimensione. E così, nel finale "Deflowered" torna a smussare i magneti mordendo come una tigre attraverso una formula semplice ma disarmante: groove ipnotico e assiduo, sterzate coatte e basso funky, virata celeste in zona centrale e incanto soul stilizzato attraverso una voce campionata con gusto chicagoiano. Da segnalare qualche sbadiglio di troppo solo nella riempitiva e conclusiva "Speed Of Light". Ma è davvero poco per non considerare questi due sprovveduti come i nuovi piccoli grandi paladini della dance music italiana.

(07/10/2011)

  • Tracklist

01. Dr. Burner
02. Don't Hesitate
03. Time
04. Love in Cambodgia
05. Curb Your Heart
06. El Dickital
07. Deflowered
08. Kissmetellme
09. Gin Nation
10. Speed of Light


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