White Hills

H-p1

2011 (Thrill Jockey) | space-rock, psichedelia

"H-p1", nuovo parto dei White Hills, parte a razzo immaginando un turgido fuori bordo space-fuzz in compagnia di Damon Edge ed Helios Creed, con la voce cavernosa di Dave W. ad abbandonare mollichine di perfidia lungo il cammino. Poderoso e intrippato quanto basta per catturare immediatamente l'attenzione (anche quella dell'ascoltatore più distratto e meno avvezzo a questo tipo di sonorità), questo primo brano è, insomma, un discreto biglietto da visita per la formazione newyorkese, già più stuzzicante quando si cimenta con l'espressionismo post-industriale che muta in umbratile balbettio digitale di "Movement" o con il buco nero tribale di "Monument".

Ma è lo spazio più profondo l'habitat naturale delle "bianche colline". Spazio evocato, con mood sciamanico, nella lunga e monocorde panoramica astronomica di "No Other Way", tra i geyser siderali della ossessiva pulsazione Neu! di "Paradise", nella ruvida alleanza tra Stooges e Hawkwind di "Upon Arrival" o, ancora, svelato attraverso l'amore per i corrieri cosmici nelle esalazioni ipnotiche e notturne di "A Need To Know" e "Hand In Hand".

Se si può certamente convenire sull'impatto poderoso del loro sound, è anche vero che i White Hills di "H-p1" si giocano quasi tutto sul terreno di un impianto sostanzialmente minimalista/ripetitivo, nel quale l'urto fisico e ipnotico delle loro escursioni intergalattiche conta più di un consistente fermento creativo. Comunque sia, il disco farà sicuramente felice molti appassionati del genere, pronti a far finta di niente dinanzi ai molti déjà-vu dell'opera, non ultimi quelli dei diciassette minuti e passa della conclusiva title track, apoteosi di forza d'urto, lagune visionarie e luminescenze acide.

(17/09/2011)

  • Tracklist
1. The Condition of Nothing         
2. Movement         
3. No Other Way         
4. Paradise         
5. Upon Arrival         
6. A Need to Know         
7. Hand in Hand         
8. Monument         
9. H-p1
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