FULKANELLI

Fulkanelli

2012 (Lemming, Offset, Blinde Proteus) | avant-rock, kosmische, impro

A oggi, ancora nulla si conosce circa la vera identità di Fulcanelli, l’enigmatico scrittore francese – vissuto nel Novecento – che ha vergato molteplici opere incentrate sulla scienza esoterica denominata “alchimia” tra cui “Il mistero delle cattedrali” (1926), che per l’appunto analizza la copiosa simbologia alchemica presente nelle basiliche edificate in piena corrente gotica.
L’intento, ovviamente, non è quello pretenzioso di intraprendere una fiacca – e ben poco credibile – dissertazione, tantomeno esplorare gli anfratti poco illuminati di questa scienza (meglio, “sistema di scienze”) o fare il verso a un noto programma televisivo di "divulgazione", il cui nome tradotto significa “viaggiatore”.

Se del tutto ignota rimane, dunque, l’individualità di Fulcanelli, alquanto notorie sono, invece, quelle che hanno foggiato il progetto musicale a lui intitolato: Paolo “VulKan” Mongardi (Jennifer Gentle, ZEUS!, Ronin, Il Genio, Fuzz Orchestra) e Cristian “Helio” Naldi.
I moniker utilizzati dai Nostri rappresentano due elementi con un forte rimando ai fuochi alchemici (princìpi purificatori e trasformatori della natura) e sono gli stessi che l’elusivo autore ha adoperato per dar vita al suo pseudonimo. Attraverso la sostituzione della “c” con la “k” e della “a” con il triangolo equilatero, si è inteso accentuare il valore dell’equilibrio tra esoterismo e alchimia: il primo simbolo descrive, infatti, segreti e vincoli, mentre il secondo raffigura l’unità e la mediazione nel dualismo esistente tra forze antagoniste (nel caso specifico, chitarra e batteria).

L’omonimo disco d’esordio dei FULk∆NELLI, il secondo se non si esclude il digital album “MAGIk”, pubblicato solo via Bandcamp a gennaio 2011, è prodotto dall’etichetta tarantina Lemming Records e dalle emiliane Offset e Blinde Proteus.
L’esecuzione dei tre lunghi brani che lo compongono, tutti intitolati a strumenti largamente impiegati nelle pratiche alchemiche, si traduce in un continuum di rovente improvvisazione, un magma che ribolle di intuizioni palesemente avant-rock con lapilli noise e zaffate sulfuree che promanano dalla chitarra effettata di Helio.

Da “ALAMBIkkO” a “INkIOSTRO”, la sensazione è quella di arrischiarsi in un’escursione notturna scandita da repentini passaggi epocali, inizialmente ambientata nell’asfissiante fucina sotterranea del divino Efesto, impersonato dal barbuto “martellatore” Mongardi, e successivamente proiettata all’avventuroso inseguimento di quell’errabondo farabutto di Cagliostro, sull’onda delle dissonanti sferzate prog della prima tranche di “kOMPASSO”.
L’ultima visione provocata da questo intruglio micidiale di polimetrie sonore è la spedizione galattica musicata nel terzo brano, pervaso da una deriva kosmische che diventa la destinazione finale verso cui navigano i due oscuri astronauti, con indosso dei sai neri al posto delle tute spaziali.

“FULk∆NELLI” viaggia in giro per lo Stivale in cento esemplari di pecioso Cd-r custodito in un involucro di acciaio puro.

(28/10/2012)

  • Tracklist
1.    ALAMBIkkO
2.    kOMPASSO
3.    INkIOSTRO

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