Irrepressibles

Nude

2012 (Of Naked Design) | art-pop

Un titolo come “Nude” non deve fuorviare l'ascoltatore. Il collettivo baroque-pop londinese non ha affatto rinunciato alla gloriosa magniloquenza sonora che aveva reso l'esordio “Mirror Mirror” oggetto di culto assoluto presso un pubblico di sofisticati melomani, con il suo mix esuberante e licenzioso di operetta queer e pompa new-pop. Il deus ex machina del progetto Jamie McDermott, artista quanto mai versatile e irrequieto, decide tuttavia di inscrivere il suo gusto per la colta stravaganza e per arrangiamenti quanto mai pomposi nel solco di un album più riflessivo e personale, a tratti apertamente autobiografico, giocato su atmosfere di inusitata delicatezza, che sanno colpire dritto al cuore attraverso intuizioni liriche di rara sottigliezza.

Fedele alla tradizione tutta britannica della Bonzo Dog Doo-Dah Band (e successivi discepoli, da certi  Jacques, per chi ancora se li ricorda, fino a Real Tuesday Weld, Duke Special, Divine Comedy, primi Guillemots) McDermott ritaglia un teatro-canzone fatto di  confessioni intimamente amletiche che si assestano per lo più sul tono della ballata e dell'aria melanconica. In questo senso risulta impossibile non segnalare composizioni di invidiabile misura come “Arrow” (con arrangiamento elegantemente elettronico) o “Two Men In Love”, struggenti e lievi, ricche di umanità e cantabile spleen, senza trascurare poi le più oscure “New World” e “Pale Sweet Healing”, dove a spiccare è l'impetuosa e aristocratica vocalità di McDermott, sempre in bilico tra Marc Almond e Billy McKenzie, parente non troppo lontana del più ispirato Patrick Wolf.

Non mancano momenti sorprendenti come lo sfarzo decadente della sensuale “Tears”, con interazione perfetta e in crescendo tra beat sintetici e impertinenti arrangiamenti neo-rossiniani,  o gli umori saturnini della splendida “Ship”. Ma “Nude” è un lavoro che si impone, ascolto dopo ascolto, per la sua compattezza e per la complessità che definisce la sua ricerca estetica, per il suo romanticismo così strenuamente privato da divenire ben presto universale.
Assolutamente consigliato.

(02/02/2013)

  • Tracklist
  1. Time Passing
  2. Arrow
  3. New World
  4. Tears (Prelude)
  5. To Be
  6. The Opening
  7. Pale Sweet Healing
  8. Tears
  9. Ship
  10. Two Men In Love
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