Gathering

Disclosure

2012 (Psychonaut) | avant-rock

Se al posto nostro ci fosse stato Carlo Lucarelli a scrivere questa recensione se la sarebbe cavata con poche parole, definendola "una gran brutta storia". Tutti avrebbero capito dove sarebbe andato a parare e non ci sarebbe stato poi bisogno di aggiungere molto altro. Ma a noi, che Lucarelli non siamo, invece tocca argomentare. Questo disco che, meglio metterlo subito in chiaro, totalmente da buttar via non è, mette un'ulteriore pietra sulla sepoltura di due grandi realtà vissute osmoticamente dagli anni Novanta fino all'inizio del millennio che ci ospita. La cantate Anneke Van Giersbergen e i Gathering dei fratelli Hans e René Rutten. Dopo l'abbandono della cantante pel di carota, nell'estate del 2007, il senso di questa (brutta) storia è stato ben rappresentato dal senso dell'alchimia che si è andata via via dissolvendo in entrambe le direzioni, è inutile girarci attorno, lasciando tutte le parti in causa su livelli di risicata sufficienza, è invece ben rappresentato dalle rispettive carriere "soliste". E' difficile non notare quanto entrambe le produzioni manchino di quel guizzo creativo e di quella chimica che in passato li ha resi imbattibili. Hans e René Rutten, così intrappolati nel ricordo e negli accostamenti con la cantante andata via, nonostante una “Meltdown” che vede al microfono pesino il tastierista Frank Boeijen, e la Van Giersbergen così incautamente ingenua da non comprendere che, da sola, non potrà mai competere in un mercato già saturo di cloni (spesso supportati da fior fiore di major discografiche) di Tori Amos, Ani Di Franco e Bjork.

Ed è un peccato, perché questo senso di incompletezza marchia a fuoco tutta l'intera durata di questo nuovo capitolo della formazione olandese. Anche quando certa di rifarsi un nome nell'immaginario prog/post-rock, come nella lunga e strutturata “Heroes For Ghosts”, o quando cerca di immaginare soluzioni trip-hop in “Paralyzed”. Ma alla fine si finisce sempre per creare un ipotetico trait d'union, volontario o accidentale, con quel “Home” inteso come ultimo grande colpo di genio (70 mila copie vendute, non a caso) della storica line-up.
Come una poetica colonna sonora per un film drammatico che più drammatico non si può, questo "Disclosure" rappresenta l'ideale accompagnamento per l'effimera caducità dei ricordi più belli legati ai Gathering e, al tempo stesso, la vana speranza per una band che poteva essere destinata all'irripetibilità ed è tornata a essere irrimediabilmente comune. La produzione sembra un po' "finta"  e si tende ad andare un po' sopra le righe in senso lirico, accentuando la piacioneria vocale.

Parlando per conto di quella che credo essere una nutrita maggioranza, non posso comunque che approvare l'attitudine dimostrata nel rimanere un'entità decisamente concreta e terrena, ben strutturata e con un obbiettivo musicale ben radicato nel variegato mondo del progressive-rock europeo. A conti fatti, avrebbero potuto benissimo discostarsi con fermezza dai difficili album precedenti, si pensi solo al controverso “Souvenirs”, per buttarsi nel calderone delle formazioni con front-woman al seguito e tentare il colpo gobbo, per dire, di Lacuna Coil e Nightwish. E invece no. Se già è un grande "pregio" l'aver scelto una vocalist, Silje Wergeland, per nulla simile ad Anneke, e se non esteticamente per la timbrica (più pop, nell'iniziale "Paper Waves" ricorda persino Lene Marlin) e per il carisma, la definitiva conferma dell'onesta ideologia complessiva del gruppo si ottiene semplicemente ascoltandone le nuove melodie. Un gioco di luci ed ombre, dove lo stile jazzy di “I Can See Four Miles" gioca con le venature psichedeliche di "Heroes For Ghosts", il tutto con una naturalezza tale che non dubitiamo riuscirà a ottenere valutazioni più alte (e meno critiche) della nostra e un buon numero di proseliti tra gli heavy-rocker più avanguardisti.

(07/12/2012)

  • Tracklist
  1. Paper Waves
  2. Meltdown
  3. Paralyzed
  4. Heroes for Ghosts
  5. Gemini I
  6. Missing Seasons
  7. I Can See Four Miles
  8. Gemini II






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