Jason Isbell

Southeastern

2013 (Southeastern Records) | roots-rock, americana

Il termine roots-rock svela un'attitudine di una band o di un musicista con una sintesi che spesso può apparire fuorviante: sotto vecchi cerimoniali non è infatti raro scorgere nuova linfa sonora, come avviene nel nuovo album dell’ex-chitarrista dei Drive By Truckers.
Jason Isbell dopo aver intrapreso la sua carriera solistica sembrava imprigionato nei cliché del southern rock, nonostante il suo songwriting mostrasse una profondità insolita e accattivante: con “Southeastern” mette a frutto l’esperienza acustica dei suoi recenti concerti con Ryan Adams e la passione per il country di Nashville, approfondendo il lato più oscuro e poetico della sua musicalità.

Il cerimoniale sonoro è quello tipico del cantautorato americano rock: vita on the road, storie d’amore e d’amicizia, racconti amari e ricchi di rabbia e sofferenza (come la premeditazione dell’omicidio di un pedofilo in “Yvette”), ma il tutto cantato e suonato con un’onestà e una passione intensa. Isbell mette a nudo la sua anima dichiarando di non voler più viaggiare e vivere da solo: tutto questo avviene nella country-ballad “Traveling Alone”, mentre il violino della sua compagna Amanda Shires sottolinea senza enfasi quei sentimenti che diventano la metafora di un rinnovamento più complesso e articolato.
Ogni frase e ogni piccolo frammento sonoro di “Southeastern” hanno una ragione d’essere. La cristallina semplicità di “Songs That She Sang In The Shower” e la fragilità emotiva della splendida “Different Days” evidenziano lo stato di grazia dell’autore: il superfluo e il ridondante trionfo degli arrangiamenti dei primi album ha lasciato spazio al lato soul delle canzoni, che spesso evocano la forza di Rodney Crowell e Townes Van Zandt.

La produzione di David Cobb è perfetta e ricca di versatilità stilistica: il folk da loser di “New South Wales” ha la stessa energia del trascinante e sporco rock’n’roll di “Super 8”, e la magia di “Elephant” mette insieme poesia e malinconia, raccontando con garbo la triste battaglia di un suo amico contro il cancro.
Dietro ogni canzone  si nasconde una profonda consapevolezza dell’autore. Piccoli frammenti di un discorso e armonie poco indulgenti danno la possibilità al nuovo album di Jason Isbell di arrivare al cuore delle canzoni: alla maniera dello Springsteen di “Nebraska” il musicista predilige toni sommessi anche quando le storie sono amare e violente, come nello schizofrenico dialogo di un criminale con il suo io nella struggente “Live Oak”.

In verità “Southeastern” mette in mostra subito la sua natura con l’iniziale “Cover Me Up”, un piccolo testamento sonoro dell’uomo Isbell che abbandona la levità dell’essere ragazzo per diventare finalmente adulto, una maturità che permette all’autore di mettere insieme la raccolta più convincente della sua carriera.
È insomma un album che predilige una scrittura forte al fascino sonnacchioso e mieloso di molti songwriter moderni: le pulsioni rock di “Stockolm” i toni pastello di “Yvette” e il trascinante groove acustico di “Relativity Easy” sono frutto di una vittoria artistica e umana.

(29/11/2013)

  • Tracklist
  1. Cover Me Up
  2. Stockholm
  3. Traveling Alone
  4. Elephant
  5. Flying Over Water
  6. Different Days
  7. Live Oak
  8. Songs That She Sang In The Shower
  9. New South Wales
  10. Super 8
  11. Yvette
  12. Relatively Easy
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