Wolther Goes Stranger arriva da lontano: da diversi anni è il progetto di Luca Mazzieri, un paio di Ep all’attivo sotto questa ragione sociale, nonché chitarra degli A Classic Education. Mentre Jonathan Clancy è sempre più lanciato con il suo alter ego His Clancyness – il nuovo album uscirà a ottobre per la storica Fat Cat Records – Mazzieri trova la quadratura del cerchio assieme Massimo Colucci e Linda Brusiani ed esordisce sulla lunga distanza per l’etichetta nostrana La Barberia.
L’amore non può parlare, figuriamoci raccontarsi; tocca quindi ad altri interpretarlo: i Wolther Goes Stranger scavano sotto una certa raffinatezza formale fino a giungere a quella pulsione istintiva che si fa motore delle nove tracce. “Darling” in apertura è un incrociarsi di sguardi fugaci, un primo tentativo di coesistanza fra mondi lontani come lo possono essere trapano e sassofono (qui di Stefano Cristi, il “quarto Wolther”). E dopo i primi approcci, l’amore lo si vive al massimo: “Your Name” occhieggia alla dance, è l’incontro in pista delle due vocalità dei Wolther Goes Stranger, “Idol” vive negli Ottanta, è pulsione synth-etica e carnale, mentre “Jesus” tiene il tempo in levare, è lussuria peccaminosa senza rimorso. Il testo è scritto assieme al compagno di etichetta Nicola Setti, non il solo a prestare parole e voce: Raina firma i versi di “I’m Sorry”, con la voce della Brusiani così vicina e potente, eppure allo stesso tempo la sua richiesta di perdono sembra provenire dalle profondità dello spazio, una distanza incolmabile per chiunque.
C’è la voce del sodale Jonathan Clancy in “Sixteen”, electro-pop in chiaroscuro e occhiali da sole per celare i propri sentimenti. E c’è Federico Fiumani, a lungo inseguito da Mazzieri, che rincorre Linda Brusiani sul dancefloor, sopra le note di “Sometimes”, lì dove la passione esplode e dove un cuore innamorato pulsa ferocemente per trovare la propria dimensione all’interno di un triangolo amoroso.
16/06/2013