Chet Faker

Built On Glass

2014 (Downtown/Future Classic) | chill-wave, downtempo

Come di consuetudine negli ultimi anni, i dischi ascrivibili al sempre più espanso universo della chill-wave alternano momenti di rara bellezza a episodi raffazzonati e compassati al limite del soporifero. Il confine fra questi due estremi è certamente labile e dipende visceralmente dal gusto soggettivo dell'ascoltatore e dalle emozioni che un certo effetto sonoro, un tocco di sintetizzatore, un particolare sampling o una linea melodica looppata sono in grado di trasmettere. Senza troppi giri di parole: il glo-fi si risolve spesso come un fatto di pelle (citazione necessaria).

Non fa eccezione questo “Built On Glass”, album di debutto del producer australiano Chet Faker (all'anagrafe Nicholas James Murphy) già da un paio di anni nome di punta della scena indipendente d'Australia. Il disco, da consumarsi preferibilmente durante un'appassionata notte d'amore con il vostro partner più o meno occasionale, vede spirare al suo interno i freddi venti dell'art soul e dell'elettronica ambient (James Blake e il suo ancor più giovane discepolo XXYYXX) che trascinano la voce calda e avvolgente dell'hipster-aussie, in un incontro-scontro che non sempre trova una sua precisa quadratura.
E quindi ci immergiamo convinti nelle atmosfere eteree di “No Advice (Airport Version)”, nella dolcezza algida di “To Me” e nelle ipnotiche iperboli di “Blush” (in cui emergono con forza le influenze di Four Tet e Bonobo), per poi essere riportati brutalmente a galla dai beat sovrapposti e confusionari di “Melt”, dall'ambizioso quanto ridondante arpeggiare di “Cigarettes & Loneliness”, dal finale in downtempo con il freno a mano tirato di “Dead Body”.

Nonostante non si possa proprio dire che in “Built On Glass” manchino completamente le folgorazioni e i momenti “alti”, dando atto al buon Nicholas James di una certa dose di coraggio nella sperimentazione e nel rimescolamento della materia sonora (“Lesson In Patience” è forse l'esempio migliore), questo non basta a farci gridare al miracolo musicale.
Avete presente la fastidiosa situazione in cui, trovandovi nel mezzo di una stanza buia, cercate affannosamente l'interruttore per accendere la luce? Ecco, questo album di Chet Faker è riassumibile più o meno così. Paulo Coelho diceva che c'è un tempo per tutte le cose; ora, noi non sappiamo se il tempo della chill-wave sia giunto davvero agli sgoccioli. Il presentimento è che forse anche i più accaniti sognatori inizieranno, prima o poi, a stufarsi.

(11/04/2014)

  • Tracklist
  1. Release Your Problems
  2. Talk Is Cheap
  3. No Advice (Airport Version)
  4. Melt (feat. Kilo Kish)
  5. Gold
  6. To Me
  7. /
  8. Blush
  9. 1998
  10. Cigarettes & Loneliness
  11. Lesson In Patience
  12. Dead Body


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