Dr. John

Ske-Dat-De-Dat: The Spirit Of Satch

2014 (Proper Records) | jazz, r&b, soul

Se fossi un musicista, vorrei essere Dr. John, il cantante-pianista-produttore-compositore-sessionman, il settantenne ancora baciato dal sacro fuoco del blues della sua terra: New Orleans. Vorrei vivere la gioventù di Malcolm John "Mac" Rebennack Jr., respirare quel mix di rhythm & blues e musica cubana che si agitava nelle strade, osservare il mondo da una veranda trasformata in una stanza, e giocare a nascondino nel cimitero raccogliendo ossa.
Affronterei le mie paure con la sua stessa curiosità, e vincerei le mie perplessità con la stessa sana follia, mi nutrirei dei racconti e dei canti delle donne per poter trovare la mia voce, non ascolterei i consigli e le critiche del mio manager, leggermente insoddisfatto e atrocemente perplesso da quel capolavoro di bipolarismo lirico battezzato “Gris-Gris”.

Purtroppo non sono Dr. John, ma non posso che entusiasmarmi ogniqualvolta penso alla sua vita artistica: un musicista capace di rivoluzionare le regole e le coordinate della musica di New Orleans, abile nel lasciarsi il passato alle spalle (le pulsioni funky di “In The Right Place” e il jazz-soul di “City Lights”) per poi riagguantarlo con “Gumbo “nel '72 e vent’anni dopo con “Going Back To New Orleans”.
Con “Ske-Dat-De-Dat: The Spirit Of Satch” il musicista ritorna ancora una volta nella sua New Orleans e sofferma il suo sguardo sul grande Louis Armstrong, chiamando a raccolta quasi una trentina di musicisti per rivivere lo spirito musicale di Satchmo e trascinarlo nel presente.

Il nuovo album di Dr. John è soprattutto una lezione di vita, un esempio di rilettura di un passato glorioso che sfugge alle regole della rievocazione vintage e nostalgica, un racconto sonoro che si apre con un'esemplare trasfigurazione di “Wonderful World” con controtempi ritmici che sfibrano il lirismo romantico dell’originale, mentre i Blind Boys Of Alabama e Nicholas Payton ricuciono abilmente il tessuto armonico.
Ed è in questa chiave di lettura il grande pregio dell'album: Dr. John non indugia nelle atmosfere più confortevoli della musica di Louis Armstrong, scava nella fonte originaria di classici come “Mack The Knife” e “Motherless Child” donando loro nuova vita; la prima con un'iniezione di funky-jazz travolgente e un superbo assolo di tromba di Terence Blanchard, la seconda trasformandola in un soul-jazz affidato a una performance vocale di Anthony Hamilton piacevolmente sopra le righe.

Dr. John e il produttore Sarah Morrow mettono in campo una straordinaria architettura sonora che rischia comunque di scontentare i puristi, ma quello che sorprende positivamente e non lascia dubbi sulla riuscita del progetto è il coinvolgimento creativo dei musicisti ospiti. Non ascoltavo da almeno un decennio una performance così convincente di Bonnie Raitt: il suo duetto con Dr. John nella rilettura jazz-blues di “World On A String” rasenta la perfezione alchemica, e la performance di Arturo Sandoval in “Tight Like That” rende ancor più travolgente il mix alla Kip Hanrahan di sonorità latine e jazz, baciato da una furia ritmica e da una sensuale interpretazione vocale di Telmary Diaz.
“Getbucket Blues” è una delle canzoni di Armstrong più amate da Rebennack, che mette in gioco tutta la sua passione, dando altresì spazio al trombone della co-produttrice Sarah Morrow, per poi scatenarsi al piano in “Differmouth Blues” duettando con la tromba di James Andrews.

Forse alcuni resteranno parzialmente delusi da questo suo nuovo viaggio nella musica di New Orleans. Il suono ricco ed elaborato di “Ske-Dat-De-Dat: The Spirit Of Satch” è un‘arma a doppio taglio: in brani come “That’s My Home” e “Wrap Your Troubles in Dreams” Dr. John gioca a fare l’entertainer di lusso, lasciandosi avvolgere da atmosfere da dance hall, e in “Nobody Knows The Trouble I’ve Seen” indugia in sonorità gospel, ma sono solo un altro tassello di un atto d’amore per Louis Armstrong e per un repertorio spesso sconosciuto dal pubblico rock.

L’inatteso brio rock-noise di “Sweet Hunk Of Trash” (in duetto vocale con Shemekia Copeland), il malinconico blues di “Memories Of You” e il trascinante finale con la Dirty Dozen Brass Band in “When You’re Smiling” sprizzano creatività e classe da tutti i pori, confermando che “Ske-Dat-De-Dat: The Spirit Of Satch” non è un album tributo ma una restaurazione antropologica dove si incontrano passato, presente e futuro.

(01/10/2014)



  • Tracklist
  1. What A Wonderful World (feat. Nicholas Payton)
  2. Mack The Knife (feat. Terence Blanchard)
  3. Tight Like This (feat. Telmary)
  4. I've Got The World On A String (feat. Bonnie Raitt)
  5. Gut Bucket Blues (feat. Nicholas Payton)
  6. Sometimes I Feel Like A Motherless Child (feat. Anthony Hamilton)
  7. That's My Home (feat. The McCrary Sisters) 
  8. Nobody Knows The Trouble I've Seen (feat. The McCrary Sisters)
  9. Wrap Your Troubles In Dreams (feat. Blind Boys of Alabama)
  10. Dippermouth Blues (feat. James "12" Andrews) 
  11. Sweet Hunk O'Trash (feat. Shemekia Copeland)
  12. Memories Of You (feat. Arturo Sandoval)
  13. When You're Smiling (feat. Dirty Dozen Brass Band)


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