Kele

Trick

2014 (Kobalt) | electro-house, alt-dance

Per sua stessa ammissione, ogni volta che Kele Okereke lavora a un nuovo album attua una drastica virata rispetto a quanto fatto in precedenza, quasi a voler forzare una rinascita. Quindi, se l'ultima pubblicazione alla quale aveva preso parte – "Four" dei Bloc Party – era un album ruvido e marcatamente rock, "Trick" ne è l'esatto opposto. Del resto è cosa nota che Kele sia allergico all'altalenante vita nei circuiti indie, e che nelle sue escursioni soliste preferisca rispolverare il vecchio amore per la musica dance – si guardi all'esordio "The Boxer" (2010), l'Ep "The Hunter" (2011), una serie di mixtape e un recente tour mondiale in veste di dj.

A questo giro non ci sono né isteria da dancefloorbeat serrati, "Trick" è l'album più morbido e riflessivo sul quale si sia mai sentita la sua bella voce. Già nell'iniziale "First Impressions" – un duetto con Yasmin sul gioco di sguardi tra due sconosciuti – l'atmosfera è umida e sfuocata al punto da ricordare certi lavori di Thom Yorke. Tutto è mentale e internalizzato insomma, persino il ritmo più tribale scorre addomesticato e le linee di synth serpeggiano sinuose, tanto che a tratti l'ascolto si fa sfuggente. Anche quando l'atmosfera acquista densità (come sul singolo "Doubt"), il basso si fa vischioso ("Year Zero") o la pulsazione sfocia nell'house asciutta degli ultimi Hercules & Love Affair ("Humour Me"), non si ha mai l'impressione di una vera perdita di controllo. Per Kele, al momento, la discoteca è il posto migliore dove poter confessare i suoi pensieri più intimi, pare, e anche quando tenta di portarsi a letto qualcuno ("My Hotel Room") il tono è decisamente più timido che spinto.

È nei momenti di notturna intimità, quindi, che "Trick" mostra il suo lato migliore, come nella delicata melodia di "Coasting", il solitario refrain di "Closer" o i bei ritornelli dei due brani di chiusura, quello romantico di "Silver & Gold" e quello implorante di "Stay The Night".

Si può anche rimanere delusi da un album come "Trick" insomma, musica dance che non "legna" né tantomeno prova a creare un hit single o dare qualche scossa di energia come ai tempi di "Tenderoni" o del cameo su "Ready 2 Go" di Martin Solveig. Kele, al momento, è in fase riflessiva: pubblicare l'album in concomitanza col suo 33esimo compleanno sembra quasi voler prendere atto del tempo che passa, e ricordare al mondo che l'autore di "Trick" non è più il ventenne degli elettrizzanti tempi di "Silent Alarm". Tuttavia, se ascoltato in solitudine nel cuore della notte, questo è un album capace di squagliarsi nelle cuffie poco a poco, infiltrandosi in silenzio nei più remoti angoli dell'animo dubbioso d'amore. Basta non aspettarsi la botta.

(14/10/2014)



  • Tracklist
  1. First Impressions
  2. Coasting
  3. Doubt
  4. Closer
  5. Like We Used To
  6. Humour Me
  7. Year Zero
  8. My Hotel Room
  9. Silver & Gold
  10. Stay The Night


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