NATHANIEL TALBOT - Swamp Rose And Honeysuckle Vine

2015 (Fluff and gravy)
folk, soul-chamber-folk

Come nelle foto in cui è presentato, in maglietta, jeans e cappellino da baseball, in un contorno rurale da Pacific Northwest, Nathaniel Talbot sembra uno di quei personaggi emblematici, che a volte vengono utilizzati nelle campagne elettorali per fingere di avere in pugno lo specchio del paese: Nathaniel, prima ancora che cantautore, lavora nella sua fattoria biologica sull’isola di Whidbey, proprio a nord di Seattle.
Nonostante questo sia il primo disco a far capolino presso un pubblico vagamente più ampio, “Swamp Rose And Honeysuckle Vine” è il suo quarto lavoro. Costellato di quelle aperture strumentali ottimistiche, che faranno certamente storcere il naso di invidia a molti, perché segno evidente di un artista dalla vita privilegiata, se non altro perché gli è permesso di lavorare a contatto con fonti di ispirazione come le “rose di palude” e il “caprifoglio”. Basti sapere che la nostra comune mora di rovo è là considerata una delle più pericolose piante invasive – insomma, hanno avuto fortuna anche con i vegetali.

Questo tono che riempie i polmoni, da placida contemplazione del selvaggio, è la parte più respingente del disco: Talbot usa spesso belle armonie tra violino e acustica per raccontare la sua vita into the wild (“When The Wind Is Right”, “Winter’s Edge”), prestandosi certamente ad accuse di “retorica del paesaggio”, ma sempre con la consapevolezza primigenia di un Grant-Lee Phillips.
In fondo, si tratta di un racconto profondamente legato al territorio non sconosciuto anche a grandi interpreti del folk americano contemporaneo, al cui confronto Nathaniel Talbot non sfigura affatto, sia per la scrittura che per la costruzione degli arrangiamenti e dell’interpretazione (la riflessiva “Born To” potrebbe essere un nuovo brano di Will Stratton, l’interpretazione soul di “Feedback”e della title track il grande ritorno sulle scene di Sam Beam).

Insomma, con la forza delle sue canzoni (l’intensa “Able Man”), in tutta evidenza cresciute amorevolmente nella sua fattoria, “Swamp Rose And Honeysuckle Vine” spiega ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che molte delle cose migliori del cantautorato americano (e non solo) sono quelle che nascono al di fuori delle piccole o grandi case di produzione – se poi è il terreno è quello del Pacific Northwest…

04/03/2016

Tracklist

  1. As The Way
  2. Before There Was Blue
  3. Born To
  4. Threshing Day
  5. Able Man
  6. River Song
  7. Winter’s Edge
  8. Swamp Rose And Honeysuckle Vine
  9. Feedback
  10. Cloudy Eyes
  11. New Haircut
  12. Paper Town
  13. When The Wind Is Right

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