Ozric Tentacles

Technicians Of The Sacred

2015 (Snapper Music) | progressive, space rock

Gli Ozric Tentatles sono stati tra gli esponenti principali del rock strumentale degli anni Ottanta/Novanta, riuscendo a coniugare le sonorità space dei Gong, la maestosità del progressive, la tecnica e l'eleganza del jazz-rock, uno stile di vita che si rifà alla cultura hippie unito a una passione per la modernità che - perlomeno agli inizi della loro carriera - non li ha mai fatti apparire datati nè eccessivamente derivativi. I primi album - "Pungent Effulgent" (1989), il capolavoro "Erpland" (1990) e "Strangeitude" (1991) - mostrano una perfetta fusione del rock sinfonico anni Settanta con le nuove esperienze techno e trance. Dopo gli anni in cui gli Ozric Tentacles sono stati una vera comune di musicisti, oggi - dopo varie defezioni e cambi di formazioni - si sono trasformati in una sorta di "famiglia" rock, formata dal sempre presente Ed Wynne alla chitarra, dalla moglie Brandi (bassista e manager) e dal figlio Silas Neptune alle tastiere.

Nonostante i cambiamenti, il nuovo "Technicians Of The Sacred" non segna affatto una svolta nella carriera della band di Ed Wynne. Senza alcuna idea nuova, nessuno slancio innovativo, gli Ozric Tentacles sembrano ormai ridotti a un gruppo di maturi professionisti che si divertono a suonare lunghe jam-session; queste, pur perfettamente eseguite, non sembrano avere alcuno scopo né un indirizzo chiaro e mostrano chiaramente quanto la tecnica non riesca mai a coprire una cronica mancanza di idee.
Il loro fondere insieme svariati generi diversi quali new age, trance, jazz-rock, space rock, progressive e elettronica non aggiunge nulla di nuovo a quanto prodotto anni prima. Anzi, il risultato raggiunto alleggerisce talmente sia i generi sopra citati che le sonorità dei primi Ozric, da far sparire ogni ambizione artistica e creativa, trasformando l'album in un mero divertissement per musicisti.

"Technicians Of The Sacred" riesce a compiere quello che, agli occhi di tanti, dovrebbe essere un "peccato mortale": rendere mainstream generi che in origine non lo erano affatto; qui l'unione non è più contaminazione e arricchimento, ma deprivazione. Se si pensa che questo vuoto compositivo si disperde in un doppio cd di ben novanta minuti, allora si capisce come i sentimenti principali che pervadono tutto l'album siano la noia e, sopratutto, un forte senso di inconcludenza per la totale assenza di un progetto. Forse se si fosse ridotto l'album a quaranta minuti e deciso un metodo o un progetto, le cose sarebbero andate diveramente, perché in alcuni momenti si ha l'impressione che qualcosa di buono poteva esserci, ma questi momenti si diluiscono in interminabili novanta minuti per sparire nel nulla. Ciò non toglie nulla di quello che gli Ozric Tentacles sono stati nei loro anni d'oro, ma oggi di album come "Technicians Of The Sacred" non si sente davvero il bisogno.

(31/10/2015)

  • Tracklist

1. The High Pass
2. Butterfly Garden
3. Far Memory
4. Changa Masala
5. Zingbong
6. Switchback
7. Epiphlioy
8. The Unusual Village
9. Smiling Potion
10. Rubbing Shoulders with the Absolute
11. Zenlike Creature

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