CLAIRE M SINGER - Solas

2016 (Touch)
avantgarde, neo-classical

Appassionata esecutrice d’organo e di violoncello, studiosa di elettronica, curatrice di eventi multimediali, realizzatrice di installazioni interattive di suono (il “Radiorobot” elettromagnetico), la scozzese Claire M Singer incide il suo primo “Solas” improntandolo al minimalismo drone Phill Niblock-iano.

Le tre migliori composizioni, “Solas”, “Wrangham” e i venticinque minuti di “The Molendinar”, Claire li ha eseguiti all’organo ottocentesco costruito da Henry Willis della Union Chapel di Londra (di cui è anche direttrice artistica). “Solas” imposta al meglio il tono sacrale, anche attraverso stilettate di cello attraverso la bruma. Lontana da questa circolarità magnetica, la toccatina di “Wrangham” è la più sbrigliata e travolgente, davvero prossima a un corale barocco.
Più metafisica è “The Molendinar”, una radiazione che parte da una nota tenuta e che, via via, rassomiglia sempre più a un lungo om, cui si frappongono sempre nuove impercettibili sfumature e nuovi battimenti acustici. Inizia poi un crescendo di polifonie degne di Klaus Schulze, un lento, deforme, spettrale ispessimento di timbri e altezze (che, però, non conduce a una conclusione degna di nota).

Completato da alcuni riempitivi fuori contesto, ma anche da una “Eilean” che è un mormorio celestiale in mezzopiano con qualche frase folk (un campionamento del “Land Of The Standing Stones” di Paul Anderson), una testimonianza fresca di un astro nascente della musica colta britannica, ancora alle prese con la mera fascinazione – pur emozionante – delle possibilità compositive. “The Molendinar”, commissionata nel 2015 da Civic Room e la stessa Union Chapel, premiere nel giugno 2016 a Glasgow in concomitanza con l’uscita del disco, è il lancio del Molendinar Burn Project. “Solas”: “luce” in gaelico.

14/07/2016

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