Fabrizio Testa

Free Camilletti! Ep

2016 (Fonetica Meccanica) | avantgarde, songwriter

Il milanese Fabrizio Testa è un cantautore sperimentale e un compositore poliedrico, amico e talvolta anche alleato musicale di Alessandro Camilletti (aka Psycho Kinder). Dopo aver lasciato la sua impronta nell'underground italico con vari progetti a suo nome e sotto pseudonimo (Il lungo addio), Testa si ripresenta in questo 2016 con l'Ep "Free Camilletti!", sottotitolando la sua creatura come fosse una sorta di vademecum sulle lande abbandonate della psiche umana ("Easy Listening for Nichilistic Youth"). Sin dalla sua intestazione, "Free Camilletti!" si rivela così come una sorta di concept-album sul nichilismo, che tuttavia non si prende - proprio per questo - troppo sul serio, ma che si propone piuttosto di subliminare in musica un rapporto di intesa artistica e umana, omaggiando in tal senso i personagggi che più hanno plasmato le personalità dei due cantautori; dai Death In June di "Free Tibet" ai NON di Boyd Rice della compilation "Easy Listening for Iron Youth", fino all'effimero progetto punk dei Crisis, la prima band di Douglas P. e Tony Wakeford.

L'Ep è formato da un inedito, una cover e quattro remix, che scorrono uniformemente come un continuum narrativo, scandito dalla voce di Alessandro Camilletti e animato dalle sfumature elettroniche di Fabrizio Testa. Si comincia con il nuovo adattamento di "Terreno K (Dance Remix)", liberamente ispirato allo "Zeder" di Pupi Avati, pellicola fanta-horror ambientata nella provincia emiliano-romagnola. Proprio come gli zombie del film, la cover di "Un uomo (FT Version)" resuscita invece il primordiale post-punk degli Psycho Kinder, che dopo l'operazione di Testa si risveglia mormorando una pulsante e gelida litania electro-industrial rivolta al nichilismo ("sono un uomo/ o forse non lo sono mai stato"). Il fantasma del filosofo Friedrich Nietzsche, sommo sacerdote del nulla, aleggia come una incombente minaccia anche in "Free Camilletti!", unico brano inedito del novero, che mira proprio allo spaesamento dell'ascoltatore, messo al muro dai cori occulti e dai rintocchi funerei di Testa.

C'è spazio anche per un remake sonoro dai toni più indulgenti nel mistico neo-realismo di "Marco Pierantoni (Piano Remix)", in una resa denudata del suo alienante wall of sound originale, con la voce pulita di Camilletti che diventa assieme al piano di Alberto Dessì un veicolo perfetto per siglare il requiem di un uomo sparito nel nulla e che assurge, proprio per questo, a personificazione stessa del nichilismo tout-court ("che fine ha fatto? dove si trova adesso?/ non ha più il Jaguar scassato, fuma ancora trenta sigarette al giorno?/ frequenta ancora le puttane?"). Un disagio esistenziale destinato ad assumere in seguito il volto più noto di Simone Cattaneo ("troppo bello per essere un pugile/ troppo brutto per fare il magnaccia"), odierno poeta maudit morto suicida nel 2009, a cui è dedicata "Saronno (Suburb Remix)" con nuove vesti più sintetiche.
Sul finale, dall'amaro entroterra lombardo alle spiagge romagnole tanto care a Testa, il passo è breve; la spettrale hauntology music di "Cesenautico (Africa Remix)" porta infatti a compimento un percorso di smarrimento e caduta dei valori occidentali, annegando l'ascoltatore nei malesseri nascosti dietro ai cliché estivi della riviera romagnola, fino a svelare in reverse le più ermetiche nostalgie invernali di uno dei paradisi marittimi della nostra penisola. 

(19/10/2016)



  • Tracklist
  1. Terreno K (Dance Remix)
  2. Un uomo (FT Version)
  3. Free Camilletti!
  4. Marco Pierantoni (Piano Remix)
  5. Saronno (Suburb Remix)
  6. Cesenautico (Africa Remix)


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