ITAL TEK - Hollowed

2016 (Planet mu)
dubstep

Sesto album contando la successione dei due brevi “Control” (2013) e “Mega City Industry” (2014), e, soprattutto, occasione per Alan “Ital Tek” Myson, culla e base a Brighton, per iniziare ad accentuare finalmente il mood, oltre alla struttura, delle sue produzioni digitali.

Per “Hollowed” il producer si rifà – nelle intenzioni – a una pagina già ampiamente saccheggiata come la terza sinfonia di Gorecki. I risultati sono comunque sempre i medesimi pegni a personalità altrui, a parte il reggaeton abrasivo di “Cobra” e un paio di fughe minimaliste stroboscopiche (“Beyond Sight” e la migliore “Jenova”).

Dal nuovo, ennesimo riferimento agli Art Of Noise di “Murmur” si passa al tributo a Dntel di “Reflection Through Distraction”, da “Redeemer”, focus sulla sperimentazione di voci “ventose” che non si scrolla di dosso il sentore M83, si passa al subliminale crescendo di battiti attutiti di “A Delicate Balance”, che prende troppo da “Under The Skin” di Mica Levi, fino ad arrivare al melodramma di “Vacuum I” (i Massive Attack di “100th Window” aumentati di tono).

La presenza di ospiti e featuring danneggia talvolta la caratura di un album elettronico; Myson ne avrebbe bisogno come l’aria. Broda perlopiù insipida, un campionario che non fa leva sulla sua plumbea aurea, o proprio se ne infischia, simile a se stesso, ai suoi dischi predecessori, alla tramontata massa post-dubstep. Per carpire l’essenza dell’opera ci si può servire anche dell’artwork (il secondo prestatogli dall’austriaco atelier Olschinsky dopo quello per “Control”): curioso e anonimo.

03/06/2016

Tracklist

  1. A Delicate Balance
  2. Redeemer
  3. Beyond Sight
  4. Terminus
  5. Cobra
  6. Nex
  7. Memory Shard
  8. Murmur
  9. Aquamarine
  10. Reflection Through Distraction
  11. Jenova
  12. Vesper
  13. Vacuum I

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