Library Tapes

Escapism

2016 (Auetic / 1631 Recordings) | modern classical

Dopo ben quattro anni di assenza, il musicista svedese David Wenngren torna con i Library Tapes - il suo principale e più amato progetto - che dall'esordio del 2005, "Alone In The Bright Lights Of A Shattered Life", passando dai notevoli "Höstluft" (2007) e "Fragment" (2008), ci ha regalato un gran numero di album di ottimo valore, sempre posti in quel sottile confine che passa tra la musica elettronica e il piano classico.
Se l'elettronica, i droni cupi e il pessimismo hanno segnato i primi anni, negli ultimi lavori è un piano scarno e minimale a prendere il sopravvento; anche l'ultimo "Escapism", pur non rifacendosi in modo evidente a nessuno degli album precedenti, non sembra voler cambiare la direzione intrapresa. L'impressione è che Weengren abbia proprio abbandonato ogni strumentazione elettronica, i suoi brevi loop, le registrazioni ambientali di sottofondo, che erano state una sorta di marchio di fabbrica di album come "Höstluft" (2007). 

Stavolta ad accompagnare il piano di Wenngren troviamo l'apprezzata violoncellista canadese Julia Kent, che aveva già collaborato come ospite nell'ultimo "Sun Peeking Through" (2012). La Kent dona a "Escapism" aspetti a metà tra un ambient austero, che rinuncia quasi del tutto a ogni tentazione di ripetizione minimalista, e una musica classica da camera, volutamente semplice ed essenziale, che crea continui dialoghi tra piano e violoncello.

L'album inizia con i delicati rintocchi di vibrafono del brano "Introduction I", cui segue il violoncello che detta immediatamente il mood malinconico di "Escapism". Subito dopo è il pianoforte a irrompere; la fuga pianistica di "Running By The Roads, Running By The Fields" - oltre a essere un caso quasi unico nella discografia dei Library Tapes - sembra far rivivere il piano del maestro Max Ritcher e del suo "Vladimir's Blues", tratto dal bellissimo album del 2004 "The Blue Notebooks".
"A Summer by the Sea II" e l'inizio di "Tristesse/Escapism" ci riportano ad atmosfere ben più decadenti; qui sono gli archi di Julia Kent a ricordarci l'oscurità delle colonne sonore del violinista australiano Warren Ellis e di Nick Cave. Le note di piano e vibrafono di "Feathers" sembrano riaprire squarci di luce che si espandono sempre più sino a dar vita alla magnifica e ariosa "Silhouettes", vero sogno a occhi aperti e momento più liberatorio dell'album. Il finale è lasciato all'onirica "Achieving Closure", dove il piano scompare per lasciare il posto a brevi rintocchi di percussioni e archi. 

La ripresa del percorso artistico dei Library Tapes dopo ben quattro anni di assenza ci dà la speranza che David Wenngren possa ritornare nel suo mondo sospeso tra elettronica e modern classical che tanto ha dato nello scorso decennio.

(03/05/2016)



  • Tracklist
  1. Introduction I
  2. Running By The Roads, Running By The Fields
  3. A Summer By The Sea II
  4. Tristesse/Escapism
  5. Feathers
  6. Introduction II
  7. A Summer By The Sea 
  8. Silhouettes
  9. Tristesse
  10. Achieving Closure


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