Ringalluzzito dalla resurrezione degli Swans, ultimo per cronologia il terzo doppio disco in quattro anni “The Glowing Man” (2016), che ha portato anche alla ristampa di “13” (2015), il chitarrista storico Norman Westberg continua imperterrito nella sua carriera improntata alla drone-music con le due ruminazioni di quasi diciannove minuti ciascuna contenute in “The All Most Quiet”.
L’eponima “The All Most Quiet” comincia con una nube di ostinato polifonici e cromatici, ma offuscati e ottenebrati da una cappa d’organo di cattedrale. Ciò che segue è il suo progressivo rischiaramento: ne emergono effetti reverse guitar messi in loop, che a loro volta si addensano in un prisma di rifrazioni e riverberi, prima che ritorni il requiem iniziale.
“Sound 2” è un approccio ancor più esplicito al minimalismo accademico, e più precisamente al phasing Steve Reich-iano, un solo accordo ruotato in tutti i modi possibili e poi moltiplicato in una landa di echi.
Seconda incisione per Hallow Ground, accanto alla gemella “Jasper Sits Out” (2015) solo su vinile. Lento con maestosità in eccesso, conta per l’aumentata ambizione, il suo proverbiale tocco da maestro del tono macabro, la cura delle sfumature.
30/06/2016
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