Dopo l’exploit del debutto “Measures Of Joy“, disco del mese di OndaRock nell’ottobre del 2014, i Virginia Wing (Alice Merida Richards a voce, sintetizzatori e organo, Samuel Pillay a sintetizzatori, chitarra, noises e basso e Sebastian Truskolaski a batteria e percussioni) hanno deciso di prendersi tutto il tempo necessario per lavorare al meglio sul secondo capitolo lungo, comunque già programmato per l’autunno 2016. In tal senso, l’Ep “Rhonda” si pone come spartiacque tra le due opere – quella d’esordio e quella ventura – del terzetto di Camberwell, South London.
Tre soli brani, dunque, ma comunque tanta carne al fuoco. A cominciare proprio dalla title track “Rhonda” (con ospite Koichi Yamanoha dei Grimm Grimm), brano che si struttura progressivamente da una lunga intro immersa in atmosfere rarefatte e sciamaniche verso un alt-pop nel quale gli eterei vocalizzi di Alice Merida Richards si innestano su battiti da dancefloor in un effetto straniante e riuscito – di fatto, viene da scomodare anche il termine trance. “Sisterly Love” accentua la gradazione sperimentale, e questo potrebbe essere un indizio-chiave in vista di ciò che troveremo nel secondo Lp. Accenni new wave e rintocchi elettronici vanno a infarcire un pezzo che tocca il lato più oscuro del pop dei Virginia Wing.
Le frammentazioni sintetiche che aprono “Daughter of the Mind” diradano invece verso inediti spazi ambient, attraversati soltanto da una punta di psichedelia.
Se due indizi (su tre) fanno una prova, il secondo album dei Virginia Wing sarà caratterizzato da un suono ancora più oscuro e da un piglio maggiormente avanguardistico. In ogni caso, lo scopriremo molto presto.
05/06/2016
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