Brevissimo Ep di appena due brani in edizione limitata solo in vinile e digitale, “…Are The Divine Wind” non è già un lavoro interlocutorio in preludio a un’uscita lunga come già accaduto in passato, bensì una estemporanea postilla alla pubblicazione di “A Coliseum Complex Museum” scritta e registrata nel corso del lungo tour che i canadesi hanno intrapreso in supporto all’uscita dell’ultimo lavoro lungo.
Il titolo si riappropria della dicitura “Are the…” già impiegata nei primi due capitoli discografici del combo di Montreal, “Are the Dark Horse” e “Are The Roaring Night”. A livello stilistico, invece, gli unici due brani dell’Ep si differenziano nettamente a livello di forma. “Laura Lee” riprende il funk cadenzato già ascoltato negli ultimi due lavori, e sempre e comunque immerso in quelle atmosfere psichedeliche che rappresentano il vero marchio di fabbrica della coppia Jace Lasek / Olga Goreas. Le voci riverberate contribuiscono all’effetto straniante dell’insieme, ma i risultati sono decisamente inferiori rispetto a quelli ottenuti negli album. “The Divine Wind” cambia del tutto strada, trasformandosi dalle sonorità ambient iniziali a una lieve ballata che sembra provenire da un’altra stanza, quasi un brusio in sottofondo. La rilevanza dell’Ep nel contesto della discografia dei Besnard Lakes è pressoché nulla, ma forse ai canadesi interessava più che altro dare segnali di vita e licenziare canzoni che non faranno parte delle prossime uscite istituzionali.
10/01/2018
Lo psych-pop dal sapore antico della band canadese
Terzo album per la band di Montreal guidata da Jace Lasek e Olga Goreas, all'insegna di un epico dreamy psych-rock
Quarto lavoro per la formazione canadese, fra classic rock e light shoegaze
Tre tracce che anticipano il quinto album della band canadese
Gusto dell'occulto ma approccio più "concreto" nella formula psych-rock della band canadese
I canadesi dipingono il loro grande affresco su vita e morte
Muri sonori densi e stratificati per il ritorno del duo canadese
L’istintivo ritorno della premiata ditta Carney-Auerbach con dieci reinterpretazioni di classici blues e r'n'b
L’età adulta si fa suono e parola nel quarto capitolo della band culto del midwest
Il cantautore romano torna con un concept-album spiazzante e ambizioso, decisamente lontano dalle mode attuali
Il terzo album del sestetto country aggiunge distorsioni e guarda all'alternative rock
Un'opera dal deciso respiro internazionale prodotta da una delle più brillanti realtà del contemporary jazz italiano più contaminato
La "nueva escena chilena" si arricchisce di una band formidabile, tanto poetica quanto contundente
Gli svedesi intercettano la malinconia all'insegna di un etereo dream-pop
Il convincente debutto della giovane londinese che guarda all'America