Float

Float

2017 (Seahorse) | ambient-pop, songwriter

Artista multimediale e critico cinematografico, il palermitano Alessio Bosco si dà alla composizione musicale con il moniker Float e un primo album omonimo, in equilibrio tra il cantautorato elettronico post-synth-pop e le tessiture ineffabili di Labradford e Bark Psychosis.

I brani sono disposti a durata e ambizione crescente. Una canzone dei Pet Shop Boys, remixata dai Boards Of Canada con l'indole della "One Of These Days" dei Pink Floyd: così si propone il salmo monastico di "A Lighthouse", in realtà solo la rampa di lancio.
"She Appeared Like A Ghost", con il suo carillon in tempo di minuetto sospinto da echi distantissimi, sembra davvero un remix molto rallentato e - vedi titolo - fantasmico della "Sisters Of Mercy" di Leonard Cohen. La toccata sacrale di "Sons Of Saturn" attinge direttamente alla seconda facciata di "Before And After Science" di Brian Eno, prima che appaia un rullante militaresco a condurla verso l'apoteosi celestiale. Uno sciabordio di mare apre e chiude l'enigmatica "Sailor's Promises", smunta alla Black Heart Procession ma ancor più inerte, sospesa nel nulla. Gli agganci ai maestri poi si sperdono nell'orologeria cristallina di "As Full Of Spirit As The Month Of May", via via rarefatta fino a mutare in balletto folk cinese.

Raccolta breve cui bisogna decurtare anche un'inutile riproposizione in veste ambient-techno di "A Lighthouse", proprio in chiusa, una scelta cattivella che lo separa dallo status d'incontaminata, astratta illusione acustica di ascolto-sogno. C'è comunque un sottofinale, il mottetto astrale di "The Bride", che interessa - nonostante i suoi soli tre minuti - per come ce la mette tutta nel far implodere il ritmo. Piccola fulgida rarità d'album.

(07/02/2017)

  • Tracklist
  1. A Lighthouse
  2. She Appeared Like A Ghost
  3. Sons Of Saturn
  4. Sailor's Promises
  5. As Full Of Spirit As The Month Of May
  6. The Bride
  7. A Lighthouse #2
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