Buffalo Tom

Quiet And Peace

2018 (Schoolkids Records) | alt-rock

Discepoli dei Dinosaur Jr, ma ben presto dimostratosi troppo garbati per competere con le eccentricità di altre band coeve più rinomate (Replacements, Husker Du), i Buffalo Tom, dopo molti anni d’assenza, sono rientrati nel business musicale senza far troppo rumore (“Three Easy Pieces” 2007) ma senza nemmeno apparire come dei nostalgici annoiati e brontoloni (“Skins”, 2011).

A ben sette anni di distanza, Bill Janowitz rimette di nuovo in pista la band, grazie anche al supporto dei fan, che attraverso il crowdfunding di Pledge Music confermano la loro fiducia alla formazione americana - una delle poche che peraltro può vantare la stessa line-up dai lontani esordi del 1986.
Il nono capitolo discografico dei musicisti di Boston aggiorna il loro profilo artistico senza particolari sorprese: il mood è ancora piacevolmente agrodolce, ricco di sonorità robuste ma sempre eleganti, quello che invece fa la differenza con i due precedenti capitoli è l’ispirazione.

Registrato negli studi del Massachussetts di proprietà del produttore David Minehan, il nuovo album è forse il progetto dal suono meno americano della band. Canzoni come “Slow Down” e “See High The Hemlock Grows” tradiscono infatti una venatura malinconica che ben si addice più al piovoso clima inglese, mentre brani come “Overtime”  e “In The Ice” ripristinano con convinzione sonorità più tipiche.
Spetta alla voce sempre più malinconica di Janowitz e a quella più ruvida di Chris Colbourn dettare le coordinate di “Quiet And Peace”, mentre a tastiere e synth sono affidate nuove pregevoli venature, che incrementano l’intensità emotiva di canzoni tanto semplici, quanto accattivanti.

Strano a dirsi, ma è come se i Buffalo Tom fossero per la prima volta a loro agio con il ruolo di musicisti. Le rughe della consapevolezza e dell’esperienza hanno rinsaldato gli elementi musicalmente più genuini, senza far sprofondare la passionalità nella melma del sentimentalismo.
Le pagine più intense sono anche le più ardimentose, a partire dall’impetuoso pop-rock a tutta velocità di “Lonely Fast & Deep”, fino ad arrivare alle più riflessive trame poetiche di “Freckles” - sei minuti dal continuo crescendo emotivo - o della suggestiva “Hemlock”, senza altresì dimenticare la parentesi Paisley Underground di “Least That We Can Do”.

Tutto in “Quiet And Peace” suona piacevolmente vetusto e familiare, al punto che la band si confronta perfino con un classico di Simon & Garfunkel, ovvero una sempreverde “The Only Living Boy In New York”, che vede i tre musicisti avvicendare le proprie voci in compagnia della figlia di Bill, Lucy Janowitz, con un risultato non solo convincente ma neanche oltremisura celebrativo.
Probabilmente molti saluteranno questo nuovo disco dei Buffalo Tom come un innocuo e piacevole progetto deja-vu, ma passione, ingegno e coerenza sono ancora parte fondamentale del lessico artistico della band e dopo trent’anni di carriera, questa è una buona notizia.

P.S. Disponibile anche una versione limited con tre bonus track.

(25/03/2018)



  • Tracklist
  1. All Be Gone
  2. Overtime
  3. Roman Cars
  4. Freckles
  5. Catvmouse
  6. Lonely Fast And Deep
  7. See High The Hemlock Grows
  8. In The Ice
  9. Least We Can Do
  10. Slow Down
  11. The Only Living Boy In New York
  12. The Seeker (Bonus Track)
  13. Saturday (Bonus Track)
  14. Little Sister (Bonus Track) 




Buffalo Tom su OndaRock
Recensioni

BUFFALO TOM

Skins

(2011 - Scrawny)
Janowitz e soci ripropongono la loro formula di sempre: rock americano di stampo classico ..

News
Buffalo Tom on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.