PHIL COOK - People Are My Drug

2018 (Psychic hotline)
country-blues, gospel

Già membro dei Megafun, collaboratore di band di rilievo come Gayngs, Blind Boys Of Alabama e Hiss Golden Messenger e di vecchie glorie del calibro di Mavis Staples e John Prine, coinvolto da Bon Iver nel progetto DeYarmon Edison, Phil Cook è un chitarrista, pianista nonché suonatore di banjo che sembra aspirare al ruolo di moderno Ry Cooder.

Forte del consenso critico ricevuto dall’esordio “Southland Mission”, il musicista americano rinnova il connubio con il fratello Brad Cook e la fedele band dei Guitarheels, coadiuvato da una nutrita schiera di ospiti. Il secondo album “People Are My Drug” è un altro sentito omaggio alla tradizione musicale americana: blues, gospel, country e rock’n’roll dominano le nove canzoni, tra le quali si fanno notare anche due deliziose cover (un brano di Randy Newman e uno di Allen Toussaint).

Le note dell’introduttiva “Steampowered Blues” prendono subito per mano l’ascoltatore, portandolo in giro per le strade di New Orleans a tempo di swing e gospel, ed è un susseguirsi di emozioni quello che Phil Cook è riuscito a mettere insieme nell’arco di poco più di trentacinque minuti di sana e solida old-time-music.

“People Are My Drug” è un album compatto e stilisticamente solido, Phil indugia con sincera passione su tempi gospel-rock (“Tide Of Life”, “Deeper Kind”) senza apparire pleonastico, regge bene il confronto con Randy Newman e la sua “He Gives Us All His Love”, e non si fa intimidire dalla profondità soul del brano di Allen Toussaint “Life”, mettendo a segno anche un eccellente inedito, “Another Mother’s Son”, pregevole frutto della sua abilità di musicista e arrangiatore, contraddistinto da un crescendo strumentale che da atmosfere simil-acustiche si evolve verso un possente gospel-soul-rock.

Scritta e interpretata con l’aiuto di Amelia Meath (Sylvan Esso), “Miles Away” è una ballata country-blues bella e toccante al punto da attirare anche l’ascoltatore più distratto, anche se spetta al raffinato intreccio di chitarra acustica, piano e organo di “Tupelo Child” (un brano scritto da Michael Taylor) catturare definitivamente l’attenzione.

Nonostante tutto, gli album di Phil Cook sembrano lievemente imprigionati in un limbo creativo, dove alla qualità della proposta non sempre corrisponde un risultato finale egualmente ragguardevole, colpa forse della mancanza di quella necessaria progettualità atta a trasformare una raccolta di buone canzoni in un disco più organico.

In verità nulla di grave, almeno fino a quando la proposta resta sui livelli di questo nuovo album, dove ancora una volta la generosità espressiva del collettivo, messo insieme dal musicista, riesce a catturare un po’ di quella spiritualità naif che da sempre anima la più autentica tradizione musicale americana.

25/10/2018

Tracklist

  1. 1. Steampowered Blues
  2. 2. Tide Of Life
  3. 3. Miles Away
  4. 4. Another Mother's Son
  5. 5. He Gives Us All His Love
  6. 6. Now That I Know
  7. 7. Tupelo Child
  8. 8. Deeper Kind
  9. 9. Life

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