Sigillum S

The Irresistible Art Of Space Colonization And Its Mutation Implications

2018 (Transmutations LTD) | industrial, electro, electroacoustic

Il milanese sperimentatore elettronico Eraldo Bernocchi si situa, con Maurizio Bianchi e Maurizio Pustianaz, oltre ai collettivi Die Form e Tasaday, nel solco dell’industrial lombardo della prima metà degli anni 80, quella che ad oggi può essere annoverata come la più importante fucina di genere della tradizione italiana. Rispetto ai colleghi, ma anche rispetto alle brutalità dell’ispiratrice “Death Factory” dei Throbbing Gristle, i suoi Sigillum S, fondati nel 1985 con Paolo Bandera e Luca Di Giorgio, rappresentano l’ala intellettuale che prova a veleggiare verso la fenomenologia dell’esistenza, se non verso la metafisica. Autentici gioielli, al limite della scultura sonora, si trovano nei loro primi lavori, da “Trance Flexure” (1986) a “Bardo Thos-Grol” (1987), ai più complessi “Helix Parasites” (1992) e “Tidal Surface Tension” (1998).

Dopo una pausa dedicata a progetti solisti e collaborazioni (soprattutto di Bernocchi), il complesso si ripresenta nei tardi 2000, ma la rentrée assume nuovo calibro artistico solo negli anni 10 con nuovi progetti ambiziosi come le due lunghe escursioni di “23-12-85-15” (2015).
Conferma della resurrezione è poi “The Irresistible Art Of Space Colonization And Its Mutation Implications”, forte pure dell’ingresso del batterista Bruno Dorella. Come spesso nella loro storia, i titoli sono eloquenti di quanto accade nel rispettivo componimento: “Let Ghosts And Floating Boadis Invade You”, sorta di seduta di terapia per incamerare shock aurali ed evocare spettri, tra sintetizzatori fibrillanti e droni astrali, “Celestial Heliocentric Cultures” dapprima danza subliminale (vagamente equatoriale) e poi ballo robotico sormontato da un frammento di caos messo a ripetizione.

Il cumulo di radiazioni e venti elettromagnetici in “Occult Storage For Pan-Dronic Glossolalia” nasconde un adagio di tregenda che, quando si rivela, anche se per pochi istanti, assume la fisionomia di un creativo inno per voce deforme. Da un titolo invece breve “Immortality” si sviluppa per contrasto uno dei loro pandemoni più seducenti, generato da qualche compassata nota di pianoforte. “Wrong Proto – Matter Gravitation” e “When Comets Become Organic Households” sono alcune delle loro classiche creazioni basate sul ritmo, più prevedibili ma comunque stridenti, irregolari, instabili quanto un organismo dal genoma modificato. E c’è spazio poi per il lato leggero del trattato filofosico, il revival vintage synth-pop di “Genetically-Engineered Insects”, comunque elegantemente avviluppato in un pastiche di musica minimalista, e un numero confuso e tradizionale, “Through The Endless Streams Of Satellite Euphoria”, con sezione ritmica reale, comunque forte di un assolo di tromba su andatura bellica, intrecciato sempre più strettamente all’andazzo elettronico.

Primo album, dopo trent’anni, con la defezione di Di Giorgio, tuttavia completato da un Dorella ingrediente già amalgamato: riesce comunque, tra le pieghe della loro arte di soundscape, a proporre quanto gli è sempre riuscito meglio, pulsazioni e rintocchi dal sentore quasi ancestrale. All’ennesima dissertazione che li vede dotti plasmatori di timbri alieni e poetici terroristi del montaggio di suono, i Sigillum S non solo non perdono lo smalto ma lo riacquistano. Pur con qualche schematismo nelle contrapposizioni ritmiche e armoniche, e qualche lieve scadimento, il disco possiede intensità e pure una raffinata tenuta formale, propaga energia, procede contraddittorio e avvincente. Tre versioni: cd, vinile e cassetta in scatoletta di metallo.

(03/10/2018)

  • Tracklist
  1. Occult Storage For Pan-Dronic Glossolalia
  2. Wrong Proto – Matter Gravitation
  3. Genetically-Engineered Insects
  4. When Comets Become Organic Households
  5. Through The Endless Streams Of Satellite Euphoria
  6. Immortality
  7. Deep Void Plantations
  8. Let Ghosts And Floating Boadis Invade You
  9. Celestial Heliocentric Cultures
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