Eleni Mandell

Wake Up Again

2019 (Yep Roc) | alt-country

Artista, anche se di nicchia a livello internazionale, dalla residenza ormai “professionale” (detto nel migliore dei significati) in California, Eleni Mandell giunge al suo “prison album”: anche se non proprio registrato o dedicato integralmente a chi trascorre i suoi giorni in prigione, il disco è ispirato dall’esperienza di Eleni nel programma “Jail With Guitars”, che porta il cantautorato nelle prigioni, appunto (l’iniziativa è stata promossa da Billy Bragg e Willy Kramer degli Mc5).
Per chi non conosce la Mandell, la sua è una carriera ventennale di quelle impeccabili: in tutti i suoi dischi c’è un’impronta cantautorale inconfondibile, che si parli degli esordi più spigolosi (dall’alt-country vagamente riot, a quel “Thrill” dai toni cabarettistici, o al chamber-folk piratesco di “Snakebite”) o della sua svolta “country”, che la porta al suo disco più conosciuto e accessibile, “Miracle Of Five”. Una miniera di dischi in cui la scrittura non ha mai perso un colpo, e che giunge in questo “Wake Up Again” a una summa, a una sintesi mirabile di tutta la carriera di Eleni.

Il dolce crooning del disco, in cui si percepisce lo sguardo di partecipazione e di comprensione umana, pur nelle punte di amara ironia (le ottime “Evelyn” e “Just Herself”), che ha caratterizzato l’“ambiente” mentale ed emotivo in cui è stato concepito il disco, non rappresenta comunque un espediente di maniera. L’accompagnamento, azzeccatamente orientato verso un set intimo, colloquiale, riesce comunque a valorizzare le progressioni melodiche mai banali della Mandell (la title track, ottimo il ruspante e insieme misurato arrangiamento strumentale di “Be Together”).
Anche chi fatica a digerire i cliché del country, pur nella sua versione “alt-”, in “Wake Up Again” riconoscerà subito una caratteristica purtroppo rara nel genere, ossia il fuoco assoluto sulla scrittura, che rende tutti i brani unici e personali. In questo senso, “Oh Mother” è probabilmente il capolavoro del disco, col suo intrecciarsi di melodia e di un testo che si fa quasi filastrocca (“I used to think I was right/ And that you were always wrong/ But I’d have to be right to be tough/ And I have to be tough to be strong”).

Un’artista insomma da inserire a pieno titolo nel panorama delle grandi artiste alt-country, in quel filone che va da Neko Case ad Aimee Mann, e “Wake Up Again” può essere il disco giusto per celebrarla: per quanto lo stile non abbia, giocoforza, l’esuberanza degli inizi, l’ispirazione è fresca e rinnovata.

(14/06/2019)



  • Tracklist
  1. Circumstance
  2. Be Together
  3. Just Herself
  4. Evelyn
  5. Box in a Box
  6. Oh Mother
  7. What’s Your Handle (Radio Waves)
  8. Empty Locket
  9. Air
  10. Ghost of a Girl
  11. Wake Up Again
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