Hante.

FIERCE

2019 (Synth Religion) | synth-wave, minimal

Cosa dire su Héléne De Thoury che non sia già stato detto? Già due volte in passato è capitato di parlare delle sue uscite su queste pagine, in occasione della realizzazione del suo Ep "No Hard Feelings" del 2016 e del suo penultimo lavoro "Between Hope & Danger" dell’anno successivo, entrambi usciti per la sua label Synth Religion, che è anche il nome del suo studio di registrazione, presso il quale hanno visto la luce dischi di Box And The Twins, Ash Code, Dark Door e Minuit Machine (il progetto della De Thoury insieme ad Amandine Stioui).
Sembra ormai passata un’eternità da quando, insieme a Nathalia Bruno (DRIFT. E Leave The Planet) e Jake Ambridge, la musicista parigina suonava nei Phosphor e aveva dato alla luce un unico disco dal titolo “Youth & Immortality” uscito per la Desire Records in pieno revival minimal synth, la stessa etichetta per la quale avevano visto la luce anche gli storici lavori dei Keluar. Altri tempi, quindi, ma veniamo ad oggi.

A sei anni di distanza da quel suo debutto, la scena minimal synth-wave francese è cambiata radicalmente. Se si esclude la Manic Depression Records, che ha prodotto alcuni tra i più pregevoli lavori del genere, realtà come la Anywave e la Stellar Kinematics (che produsse il suo primo Ep firmato Hante, intitolato “Her Fall And Rise”) si sono dissolte come neve al sole, ma Hélène De Thoury ha costantemente dimostrato la solidità e la bontà della propria proposta che, passo dopo passo, l’ha portata a “FIERCE”, il suo nuovo album uscito il 18 gennaio 2019, il risultato più pregevole di un percorso che l’ha vista maturare e perfezionarsi costantemente.

Dopo aver realizzato due album in studio e due Ep a nome Hante. e altrettanti numerosi lavori con le già citate Minuit Machine, dopo aver accumulato molta esperienza nei suoi numerosi live e dopo aver visto riconosciuto anche economicamente il proprio talento, Hélène ha parzialmente abbandonato quell’insicurezza e quella malinconia che l’accompagnava. Ha guadagnato fiducia in se stessa, diventando la reginetta della minimal synth-wave francesce, e ora, dopo una turbolenta giovinezza, ha realizzato un album in cui dimostra di aver superato i drammi del passato e di essere diventata più forte, più fiera della sua musica e dei suoi risultati personali.

Questo non ha intaccato la sua musica, che mantiene nelle melodie quel tono melanconico che contraddistingue i suoi brani, ma che si apre anche a momenti dai toni meno decadenti, come in Nobody’s Watching, che vede la collaborazione con due artisti da lei prodotti, quali Marble Slave e Fragrance., e in "RESPECT", brani che strizzano l’occhio ai Depeche Mode (la prima ricorda nel suo incipit Photographic, la seconda ricorda a tratti Enjoy The Silence), ma il brano più rappresentativo dell’album è Unknown”, che vede il featuring di Sólveig Matthildur Kristjánsdóttir, nota per la sua partecipazione al progetto post-rock/darkwave Kælan Mikla, co-fondatrice della rivista MYRKFÆLNI dedicata alla promozione di artisti e label underground islandesi e del gruppo di poesia Fríyrkjan, nonché artista autrice di un album per la canadese Artoffact Records, “Constantly In Love”.

Unknown rappresenta uno dei vertici della produzione della musicista parigina, l’incontro tra la lezione della vecchia scuola francese e quella della nuova scena che vede nelle Kælan Mikla uno degli esponenti più apprezzati. Hante. e la Sólveig sono sconosciute ai più, questo è certo, ma non ai loro numerosi fan che le seguono nei loro concerti, sempre all’interno del loro spicchio di grey area.
Le collaborazioni non finiscono qui. È doveroso citare quella col cantante danese Ætervader dai toni electro-goth in No Tenderness così come The Moon Song insieme a Box von Dü dei Box And The Twins, anche loro prodotti dalla musicista parigina. Se Never Over sembra la dichiarazione di intenti di chi ha deciso di andare avanti per la propria strada cosciente del suo valore, non si può non citare la opener Tomorrow Is A New Day che, come da tradizione nei lavori di Hélène De Thoury, esordisce con una lunga introduzione strumentale e fa riferimento alla Parigi scossa dagli attentati terroristici che orgogliosamente si rialza e continua per la propria strada con la speranza di un futuro migliore.

Due i video realizzati per promuovere ancor di più questo album: quello di Wild Animal, uno dei brani più maturi dell’artista, e quello della lenta e melanconica Serre-moi Encore.
Con “FIERCE”, Hélène De Thoury dimostra ancora una volta di essere diventata imprenditrice di se stessa; l’album è disponibile in vari formati, tra cui vinili limitati a 300 copie. I suoi vecchi lavori, anch’essi realizzati in edizione limitata, hanno raggiunto prezzi anche vertiginosi sulle piattaforme di acquisto, tra le quali Discogs. Ormai divenuta direttrice d’orchestra non solo della sua musica ma anche di quella altrui, grazie alla Synth Religion, Hante. non ha più nulla da dimostrare. La sua carriera è ormai lanciata e il suo successo è crescente. Potrà solo migliorarsi con la sicurezza di chi sa di aver imbroccato la giusta strada.

(14/12/2019)

  • Tracklist
  1. Tomorrow is a New Day
  2. Wild Animal
  3. Unknown (feat. Sólveig Matthildur)
  4. Serre-moi Encore
  5. Nobody's Watching (feat. Marble Slave & Fragrance.)
  6. Waiting for a Hurricane
  7. RESPECT
  8. No Tenderness (feat. Ætervader)
  9. Silence the Voices
  10. The Moon Song (feat. Box von Düe)
  11. Never Over
  12. Bonus Track - I Don't Need a Hero
  13. Bonus Track - Wild Animal (Drumless Version)




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