Le Forbici di Manitł & Friends

Zona Minata

2019 (A Simple Lunch) | avantgarde, dadaismo, situazionismo, industrial

Nel maggio 2019 lo storico progetto underground Le Forbici di Manitù di Vittore Baroni pubblica in un memorabile slancio multimediale (vinile con un artwork che è un almanacco a raccontare in creazioni inedite il meglio dell’illustrazione e della mailing art degli ultimi decenni + un video arty in Dvd-r per ogni brano del disco… roba da far girare la testa davvero!) “Zona Minata”. È il primo disco in assoluto che osa impiegare esclusivamente brani cantati da Mina, come raffigurato sulla magnifica copertina di Stefano Zattera, che vede a tavola un pollo ben servito da una signora anni 60 che alla Mina nazionale tanto somiglia, una radiosa famigliola da pubblicità tipo mentre alle spalle alberga un fungo atomico. Al disco partecipa mezzo underground italico di spicco (e non solo) tra nomi e pseudonimi: Uncodified, Sigillum S, Capricorni Pneumatici, Bruno Cossano, Samora, M.B., Nocturnal Emissions, Mind Invaders, The Haters, Noisedelik, Nightmare Lodge, My Cat Is an Alien e dunque, senza trascurare nessuno oltre a chi citato, Bruno Dorella, Corrado Altieri, Enrico Marani, Eraldo Bernocchi, Ivan Iusco, Massimo Olla, Maurizio Opalio, Paolo Bandera, Roberto Opalio, Russolo, Piermario Ciani, l’artista multimediale inglese Nigel Ayers, il musicista statunitense Tom Mix e l’artista inglese Caroline K deceduta nel 2008. Il progetto accoglie la più estesa esposizione Le Forbici di Manitù & Friends.

Un disco (in senso stretto) che chi ama Mina odierà senza mezzi termini, chi è nel circuito underground o avantgarde digerirà d’un sorso senza fatica e semmai giudizio dovesse far emergere, porterà ad andarsi a benedire col tempo. A prescindere, questo non è album/progetto che può accogliere giudizio alcuno e non a caso è stato quasi completamente ignorato dalla critica. È una manifestazione che va presa per quello che è o rifiutata, concetto che oggi più che mai incontra resistenze e viene percepito come “cazzeggio”.
Perché? Il valore estetico dell’album ha senso rispetto all’idea che lo genera. L’idea è quella di cantarsela e ballarsela sulle macerie di un mainstream come oggi lo viviamo andandone a recuperare le origini culturali tutte. L’esito non è agghiacciante, non è divertente, è irriverente e sottende un senso di dramma assai latente, di quelli che lasciano catatonici presupponendo che in qualche modo tutti lo si è già.

Per la prima volta che mi sia stata data d’ascoltare Manitù Rossi (per chi non lo sapesse, il cantante) veste quell’abito da sera più volte dichiarato in quanto “forse crooner” e lo fa rispettando ossequiosamente le melodie. Non c’è dentro e non c’è manco fuori, è quello che è e soprattutto, cosa magnifica, rinnega ogni tipo di fare performativo. Le sezioni strumentali, tra dadaismo, situazionismo e industrial, disegnano sotto il canto (probabilmente registrato a cappella su guide) scenari che a volte risultano associabili alle linee melodiche, in altri casi se ne allontanano completamente come a creare nebulose. Quello che si ascolta non è straniante perché non cerca nulla di definito, è un incontro (mai scontro, perché l’armonia è liquefatta e dunque si muove apparentemente random) dove nulla è casuale e può trovare convergenze mentali in chi ascolta oppure no.

È questo un disco che mi è piaciuto? Risposta: “no”, non nel senso più diretto, ma ci sono ritornato appresso così tante volte che ne ho perso il conto, perché i dischi che più mi hanno segnato son quelli che non ho capito, questo ha lasciato risorse/sedimenti in mille punti interrogativi e io non vivo di certezze, anche se le difendo. Nessun giudizio, è un album che può essere ascoltato o no, ma che comunque lascia il segno per assoluta unicità. Ad avercene. Un estremo manifesto della poetica in un’epoca in cui questa parola sembra aver perso ogni senso. Complimenti davvero.

(16/01/2021)

  • Tracklist
  1. Le Forbici di Manitù & Uncodified - Cartoline
  2. Le Forbici di Manitù & Sigillum S - Città Vuota
  3. Le Forbici di Manitù & Capricorni Pneumatici - Un'ombra
  4. Le Forbici di Manitù & Bruno Cossano - Tintarella di Luna
  5. Le Forbici di Manitù & Samora - Se Telefonando
  6. Le Forbici di Manitù & M.B. - Brava
  7. Le Forbici di Manitù & Nocturnal Emissions - Se C'è Una Cosa Che Mi Fa Impazzire
  8. Le Forbici di Manitù & Mind Invaders - Insieme
  9. Le Forbici di Manitù & The Haters - Ta-Ra-Ta-Ta
  10. Le Forbici di Manitù & Noisedelik - Io E Te Da Soli
  11. Le Forbici di Manitù & Nightmare Lodge - Conversazione
  12. Le Forbici di Manitù & My Cat Is An Alien - Le Mille Bolle Blu
Le Forbici di Manitł su OndaRock
Recensioni

LE FORBICI DI MANITł

GSP/GaPS

(2017 - Sussidiaria)
Nuovo 12" in allegato con la rivista BAU per lo storico ensemble tosco-emiliano

LE FORBICI DI MANITU'

Automitoantologia (1983 - 2013)

(2014 - Sussidiaria)
Antologia (quasi) definitiva della trentennale attività dei bislacchi Forbici di Manitù ..

LE FORBICI DI MANITU'

Preti pedofili

(2011 - Sussidiaria)
Un nuovo Ep per celebrare il ritorno del collettivo sperimentale formato nel 1983 a Reggio Emilia

Le Forbici di Manitł & Friends on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.