Penguin Cafe

Handfuls Of Night

2019 (Erased Tapes) | modern classical

Gestire un’eredità patrimoniale può essere complesso, ma non difficile. Più arduo è riuscire ad amministrare un lascito artistico e culturale, ed è questo il miracolo compiuto da Arthur Jeffes, quando, riesumando il progetto del padre Simon, ha riportato in auge la Penguin Cafe Orchestra, accorciandone la denominazione quasi a voler sottolineare il tono più discreto e meno ambizioso del nuovo progetto.

Ricucire il legame con il passato non è stato semplice per la Penguin Cafe. Con ”A Matter Of Life” l’ensemble ha subito messo in luce un suono rispettoso e devoto alle suggestioni dei cinque album realizzati tra il 1976 e il 1993 dalla formazione originale, ma è stato il clamore critico suscitato dai successivi “The Red Book” e “The Imperfect Sea” a consolidare nuovamente la band inglese ai vertici della musica modern-classical.
“Handfuls Of Night” è l’opera che, più di ogni altra, sottolinea il diverso approccio del figlio rispetto al padre. Un tono più descrittivo e cinematico caratterizza la scrittura di Arthur Jeffes, ben diverso da quello più giocoso e versatile di Simon, che attingeva a piene mani dalla musica folk, fonte primaria di quelle composizioni che assomigliavano più a uno schizzo o a un bozzetto che a una partitura orchestrale.
A rinforzare questa peculiarità della scrittura di Arthur è anche la natura del progetto, commissionato da Greenpeace per sensibilizzare il pubblico sulla sorte dei mari artici e sull’estinzione di alcune specie di pinguini.

Le nove tracce sono caratterizzate da un tono drammatico e introspettivo, che sacrifica quelle lievi incursioni nell’elettronica che facevano capolino negli ultimi due album. Un flusso di accordi di piano simili a un fiume in piena tiene salda una musicalità che sembra figlia di Philip Glass, Steve Reich, Michael Nyman e Lubomyr Melnyk.
Il tono greve di “Winter Sun”, il malinconico refrain del piano in “At The Top Of The Hill, They Stood...” e la tensione drammatica che sfiora l’estetica di Nils Frahm infettata da curiose trame sperimentali nella splendida “The Life Of An Emperor” la dicono lunga su quanto la Penguin Cafe abbia preso a cuore questa nuova avventura.
Le acrobatiche geometrie della vecchia Orchestra riaffiorano nel brioso intreccio di archi di “Chinstrap”, nel fragile gioco a rincorrersi di piano e contrabbasso di “Adelie” e nell’autocitazione di “Pythagoras On The Line Again”, dove torna a dettare i tempi il suono di un antico telefono a tastiera.

Per certi versi “Handfuls Of Night” rappresenta una stasi nell’evoluzione che la Penguin Cafe aveva intrapreso negli ultimi anni. Arthur Jeffes ha preso molto sul serio le tematiche ambientaliste, cedendo parte dell’imprevedibilità creativa in favore di un tono più descrittivo. Ma quando i frutti di tali scelte sono all’altezza delle sopracitate “At The Top Of The Hill, They Stood...” e “The Life Of An Emperor”, non si può far altro che ringraziare per l’incanto di una formula sonora che è ben lungi dall’inaridirsi.

(09/10/2019)



  • Tracklist
  1. Winter Sun
  2. Chinstrap
  3. Chapter
  4. Adelie
  5. At The Top Of The Hill, They Stood...
  6. Pythagoras On The Line Again
  7. The Life Of An Emperor
  8. Gentoo Origin
  9. Midnight Sun


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