Pubblicato nel 2015 ma in verità già edito solo su cassetta nel 2011, il timido e malinconico “Oh Man; Cover The Ground” metteva insieme talento e routine con toni graziosi e promettenti, rimarcandone le attitudini più folk-oriented. Qualcosa è nel frattempo cambiato per Shana Cleveland, ed è evidente già dall’immagine di copertina, che avvicenda alla bucolica immagine dell’esordio solista un patchwork di colori e disegni amabilmente psichedelici. “Night Of The Worm Moon” è l’ultimo tassello di una crescita e di una presa di coscienza delle proprie attitudini artistiche, che per la musicista assume i contorni di un trionfo.
Un’evoluzione non solo estetica bensì reale, il tocco fingerpicking si è tinto di polverose e pungenti atmosfere alla Syd Barrett (“I’ll Never Know” e la title track), che Shana plasma con la sognante grazia dei Mazzy Star (“Invisible When The Sun Leaves”) o con tonalità agrodolci adagiate su tappeti di synth e hammond che evocano i This Mortal Coil (“A New Song”). La natura meditativa di “Night Of The Worm Moon” infetta sia le trame più blues (“Solar Creep”, “Castle Milk”), che quelle lievemente volubili e leggiadre (“Face Of The Sun”, “The Fireball”).
A questa rinnovata e intensa liturgia dream-folk corrisponde anche una maturità della scrittura, ispirata dalla sinergia tra l’uomo e lo spazio, infatti l’album è stato registrato durante l’eclisse solare del 2018, motivo principale della natura più tenebrosa della musica di Shana Cleveland, rispetto a quella messa in pratica dai La Luz.
È una sognante psichedelia, quella che si impossessa dell’universo sonoro dell’artista, un mix di atmosfere nebulose e preziosi dettagli armonici che incanta e seduce.
15/11/2019