Shawn Lee

Rides Again

2019 (Legere) | soul-pop, folk-pop

La copiosa produzione del produttore e musicista americano, dalle origini inglesi, rende arduo e altalenante il rapporto con la musica di Shawn Lee, nondimeno il tono derivativo della pur pregevole formula pop-soul non aiuta i non pochi volenterosi che provano a districarsi nell’ingente discografia, che supera di poco le quaranta unità.

Forte di un curriculum di tutto rispetto, che include collaborazioni con Alicia Keys, Natacha Atlas, Lana Del Rey, Amy Winehouse e Money Mark, Shawn ama giocare con l’imprevisto, conciliando scrittura e arrangiamenti con un piglio alla Todd Rundgren, che dietro l’apparente linearità lirica, nasconde una perizia compositiva non del tutto ordinaria. Con “Rides Again” il musicista torna a cimentarsi anche come cantante, il tono leggermente nasale è consono alle escursioni folk e soul delle dieci tracce: piccole miniature country-soul ispirate dalla musica di Glen Campbell, J.J. Cale e Tony Joe White.

Registrato a Londra nello studio personale di Lee, l’album è il frutto della sua maestria non solo come autore, ma anche come musicista, avendo egli suonato gran parte degli strumenti, fatta eccezione per la steel guitar affidata alle sapienti mani di Joe Harvey-White e altri sparuti interventi.
E’ un piacere scoprire tra i pochi ospiti (Everton Nelson al violino in un brano e Andy Ross al sax) la presenza di Carwyn Ellis, mente geniale dei Colorama, in passato collaboratore di Emma Tricca, nonché membro dei Pretenders, qui in due brani alle tastiere (a proposito, complimenti alle case discografiche che, per ridurre al minimo il costo dei promo, non solo non riportano i musicisti presenti nel disco, ma nemmeno i titoli dei brani).

Non è facile restare perfettamente in bilico tra country e soul, senza sprofondare nelle mollezze dell’easy listening, per fortuna Lee conosce perfettamente i meccanismi del mainstream e quindi si muove con facilità sui pericolosi confini del pop, estraendo dal cappello magico un morbido white soul con tanto di coretti doo-wop (“Wherever The Wind Blows”), un irresistibile funky-disco alla George McCrae (“Farmer Brown”) e ballate che si crogiolano della loro natura retrò (“Losin' My Mind”) senza apparire ovvie. 
“Rides Again” è una macchina perfetta per ritornare a viaggiare nei meandri dell’easy listening soul, senza cadere nelle produzioni altisonanti e ricche di melassa di molta musica pop. L’elegante romanticismo di “Wichita”, il groove soul della più radiofonica “Brown Hair Woman” e l’irresistibile uptempo pop-soul di “Kansas City Summer” sono perle preziose da conservare con cura, in attesa che la primavera risvegli quella voglia di leggerezza e armonia che solo la musica pop più genuina riesce ancora a regalare.

Grazie a una maggior cura e a una scelta più accurata del repertorio (scritto in un arco di tempo di ben 5 anni), “Rides Again” si candida come una delle migliori esternazioni creative di Shawn Lee, un album dal fascino più tangibile e coeso, e dunque un approdo sicuro e invitante per chi voglia avventurarsi nella sconfinata discografia di un artista a suo modo unico e geniale.

(23/02/2020)

  • Tracklist
  1. Wichita
  2. Wherever The Wind Blows
  3. Crystal Springs
  4. Losin' My Mind
  5. Brown Hair Woman
  6. Farmer Brown
  7. Mr. Maestro
  8. Yesterday Tomorrow Today
  9. Kansas City Summer
  10. Joyland






AM & Shawn Lee su OndaRock
Recensioni

AM & SHAWN LEE

Celestial Electric

(2011 - Esl)
Elettro-soul da salotto per l'instancabile Shawn Lee

Shawn Lee on web