Bonny Light Horseman

Bonny Light Horseman

2020 (37d03d) | folk, songwriter, folk-pop

Spetta all'etichetta di Justin Vernon (Bon Iver) tenere a battesimo il trio dream-folk Bonny Light Horseman, ovvero Anaïs Mitchell, Eric D. Johnson (Fruit Bats, Shins) e Josh Kaufman (Craig Finn, Josh Ritter, The National, Hiss Golden Messenger).
Il terzetto si è esibito per la prima volta all'Eaux Claires Festival organizzato dallo stesso Vernon nel 2018 nel Wisconsin. La collaborazione spontanea tra i tre musicisti si è quindi evoluta in un progetto compiuto. Che sia stato lo stesso Vernon a incoraggiare quest'avventurosa sinergia stilistica non stupisce. Queste dieci canzoni hanno infatti lo stesso spirito introverso e appassionato dell'esordio a nome Bon Iver, solo che tutto qui è moltiplicato per tre: la grazia, l'arguzia armonica, l'empatia, la spiritualità e perfino la fragilità.

I musicisti reinventano la tradizione folk pescando nel canzoniere irlandese e britannico alla maniera dei Planxty, ma con lo spirito dei moderni autori folk, con una leggerezza che viaggia in sincrono con un acume creativo, percepibile in ogni piccolo anfratto di questo piacevole e inatteso album.
Concepito come un progetto one-off, l'album dei Bonny Light Horseman si affida a un linguaggio musicale semplice, essenziale, quasi ermetico, eppure potente. È infatti magico il crescendo di "Deep In Love", che nel suo incalzante flusso acustico incrocia melodie ancestrali e frammenti di storia del folk, senza mai risultare pretenziosa. Una canzone registrata in una sola take e costruita sulla base di un demo destinato all'ultimo album dei Fruit Bats, e poi adattato a un testo ricavato da un libro di canzoni tradizionali inglesi e irlandesi raccolte da Peter Kennedy.

Altamente suggestivo è il duetto tra Johnson e Mitchell in "Jane Jane", un gioioso brano folk natalizio qui riletto con uno spirito burlesque, ed è sempre dal contrasto di voci che germogliano le suggestioni di melodie senza tempo come "Blackwarterside", "Bright Morning Star" (che Kaufman ascoltò per la prima volta in un bootleg di Jerry Garcia) e la title track.
Spesso la band si diverte a reinventare e rimodellare il passato, ed ecco che dalle meraviglie del testo di "Loving Hannah" (che ricordiamo nella splendida versione di Shirley e Dolly Collins) prende forma "The Roving", la cui intuizione melodica è così forte che non ti meraviglieresti se fosse un classico ritrovato.
"Magpie's Nest" è invece alterata non nella sua struttura musicale, quanto in quella lirica con un testo in parte ammodernato, mentre l'incedere ritmico tende a enfatizzare curiose similitudini ("All Night Long" di Lionel Richie).

Di fronte a tanto buon gusto e amore per la musica folk tradizionale diventa difficile essere equilibrati nel giudicare "Bonny Light Horseman". Se avete amato non solo il folk inglese ma anche quel fronte americano rappresentato da Byrds, Grateful Dead e Band, avete in verità molti buoni motivi per dare un ascolto a questo curioso e magico supergruppo folk.

(29/01/2020)



  • Tracklist
  1. Deep In Love
  2. The Roving
  3. Jane Jane
  4. Blackwaterside
  5. Magpie's Nest
  6. Lowlands
  7. Mountain Rain
  8. Bright Morning Stars
  9. 10,000 Miles




Bonny Light Horseman on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.