Colorama

Chaos Wonderland

2020 (Banana and louie) | pop, soul-psych, beat

Concepito subito dopo la pubblicazione di “Some Things Just Take Time”, accantonato durante la febbre passionale per la musica brasiliana dalla quale è nato il progetto del solo Carwyn Ellis “Joia!”, l’ultima produzione dei Colorama è il prezioso frutto della cooperazione con Shawn Lee, un progetto che ha subito molti ripensamenti prima di poter vedere la luce.

Suonato e prodotto in quasi completa autonomia dai due artisti, “Chaos Wonderland” continua nell’esplorazione di ambiti sonori diversi da quelli più tipici del musicista gallese, dal tropicalismo in salsa welsh al soul-pop in stile Motown dai toni lievemente esotici il passo non è stato né breve né agile, ma la scrittura di Ellis garantisce ottimi risultati con qualsiasi trattamento estetico o concettuale.
Ogni brano è un perfetto corpo armonico e lirico che non teme le leggerezze e le profondità della musica pop, i due musicisti si divertono con le molteplici possibilità offerte da strumenti poco usuali e diavolerie di ogni genere. Carwyn ha estratto dall’arsenale di Shawn Lee fischietti, tamburelli, strumenti giocattolo, campane e tastiere dalla variopinta fatta, vestendo di magia le dieci tracce del progetto forse più affabile e immediato dei Colorama.

Organo e wah-wah lasciano scivolare un lieve alito psichedelico con tanto di echi sonori sui tempi ritmici e suggestioni pop-soul di “And”, aprendo le danze con un briciolo di mistero alla maniera dei Dukes Of Statosphear.
“Chaos  Wonderland” è l’ennesimo scrigno di meraviglie destinato a restare ai margini della odierna fenomenologia pop, essendo critica e pubblico più inclini a celebrare liturgie pop dai rituali più affini alle ruvidezze e smancerie della musica rock. Diversamente Ellis e Lee scelgono ancora una volta la raffinatezza e la classe come archetipo artistico, senza mai rinunciare a soluzioni scarne e semplici, quasi artigianali.
Il suono del sitar che veste le vispe armonie beat-hippie-folk della contagiosa “Dusty Road”, lo stravagante e felpato groove della barocca “Me & She” (ospite Lovisa Sigrúnardóttir dei Lay Low) e la dolcezza folk-soul mai malinconica alla Harry Nilsson di “Except You” confermano Ellis come il Re Mida del pop.

Per il musicista gallese la musica è una continua sfida, Carwyn è tuttora membro anche dei Pretenders, ed ecco venir fuori dal cappello fatato un dialogo alla Steely Dan tra marimba e tempi simil funky in “Damn Tune”, vellutati groove in stile garage-soul graffiati da assolo di chitarra e organo in piena orgia psych in “Black Hole”, e una delicata ballata latineggiante graziata da una splendida intuizione armonica, che tiene a bada eventuali derive kitsch (“Conchita”).
La presenza di Lee è comunque fondamentale per apprezzare le novità apportate nella musica dei Colorama, Ellis non oppone resistenza alle atmosfere più soul del compagno d’avventura, affidando a sonorità insolitamente corpose e più black il finale dell’album, con una trascinante “Reconcilation” che sembra uscire dalle mani di Smokey Robinson. Ed è proprio un groove funky-soul (che sembra carpito ai Saint Etienne di “Foxbase Alpha), a fare da sfondo a una delle migliori canzoni mai scritte da Ellis, ovvero “Please Tell Me”, un piccolo gioiellino retrò, caratterizzato da una melodia ariosa adagiata su un’intuizione ritmica che potrebbe durare all’infinito e che non avrebbe sfigurato in uno show come "Soul Train".

Altra pagina retrò ed altro gioiellino si nasconde dietro l’esotico chamber-folk di “Crosville”, una di quelle canzoni che Neil Hannon avrebbe voluto scrivere, apprezzandone anche il delizioso arrangiamento con tanto di marimba e fiati in stile mariachi, che dona ulteriore fascino a un disco da godere fino in fondo, in attesa di nuove meraviglie targate Colorama.

(06/09/2020)



  • Tracklist
  1. And
  2. Dusty Road
  3. Me & She (Featuring Lay Low)
  4. Black Hole
  5. Crosville 
  6. Except You
  7. Damn Tune
  8. Conchita
  9. Please Tell Me
  10. Reconcilation




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