Ed Harcourt

Monochrome To Colour

2020 (The Point Of Departure) | modern classical

Ed Harcourt ha definito il suo nuovo lavoro - intitolato “Monochrome To Colour” - una fuga dalla monotonia. In effetti, il nono album del talentuoso musicista inglese e seconda raccolta prettamente strumentale dopo il malinconico “Beyond The End” (2018) dipinge variegate e vibranti strutture sonore ad ampio raggio.
Il compositore ha combinato diversi elementi musicali in questo disco, adeguati a formare un insieme omogeneo, nient’affatto semplice e ancor meno scontato: new age, modern classical, elettronica e sano rock si uniscono tra loro in astratti respiri di romanticismo.

L’atmosfera di fondo è contradditoria, si muove tra battute tetre e staffilate di luminosa allegria. Per certi versi, è come se l'artista stesse cercando di conciliare le incoerenze della vita per creare una perfetta coesione armoniosa, volta a dimostrare che la complessità dell’esistenza può utilizzare i suoi infiniti e simbiotici paradossi nel modo più irresistibile.
Gli archi, la musica elettronica e una drammatica batteria introducono la crepuscolare “First Light”, tangibile immagine di un'esperienza meditativa vissuta. I gravi accordi iniziali di “Ascension” conducono a una spensierata melodia di pianoforte che evolve, a sorpresa, in un ritmo dai toni rockeggianti, per sfilare su territori più introversi in “Drowning In Dreams”, dove un monotono suono elettronico ha il pregio di tuffarsi in un commovente violino, accompagnato da percussioni militari e ottoni. Vale la pena dare un’occhiata all’evocativo videoclip girato in Islanda dal fotografo e produttore Steve Gullick.

“Only The Darkness Smiles” danza con serpeggiante gioia festosa, finché affascinanti toni sintetici ipnotizzano e sbocciano in una vera e propria epifania sinfonica nella sontuosa “Death Of The Siren”. Salendo con una sbalorditiva serenità, “After The Carnival” avanza con solennità e accompagna alle percussioni che inaugurano “Last Rites”, anello di congiunzione dalle ispirate note di pianoforte e attraenti ebollizioni orchestrali.
La dolcezza si accentua. L’emotività di “Her Blood Is Volcanic” ribolle d'inquieto romanticismo, mentre la sentimentale tastiera modellata su silenziosi strimpelli di sottofondo suggerisce un vero e proprio tributo passionale in “So, Here’s To You, Hally” e un delizioso rintocco apre l'insolita ed evocativa “Childhood”. Lo splendore multistrato di “King Raman” si espande gradualmente e traina alla conclusiva e sorniona title track, corredata da un ritornello spettrale e da un finale ordinato e potente.

Ascesa, redenzione e celebrazione sembrano incarnare la nuova accattivante collezione di Harcourt. Positivo ed euforico, sorprendente e magnetico, “Monochrome To Colour” è sia una personale esplorazione meditativa che un'espressione radiosa di meraviglia per la magnificenza del mondo.

(28/09/2020)

  • Tracklist
  1. First Light
  2. Ascension
  3. Drowning in Dreams
  4. Her Blood Is Volcanic
  5. Only the Darkness Smiles for You
  6. Death of the Siren
  7. After the Carnival
  8. Last Rites
  9. So Here's to You, Hally
  10. Childhood
  11. King Raman
  12. Monochrome Into Colour


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