Gillian Welch e David Rawlings

All The Good Times

2020 (Acony) | country

Nell’attesa di un seguito dell’eccellente album del 2011 “The Harrow And The Harvest”, Gillian Welch e il compagno e collega David Rawlings provano a esorcizzare le paure e le difficoltà create dal lockdown, ripescando dal canzoniere folk americano dieci canzoni non particolarmente famose, finemente rielaborate e portate a nuova vita.

Operazione spesso fallace e destinata a un fugace ascolto, l’album di cover dei due artisti è baciato da intensità e naturalezza espressiva, al punto che diventa facile dimenticarsi di aver già ascoltato queste dieci canzoni dalla voce di Bob Dylan, John Prine o Johnny Cash.
Gran parte delle versioni sono frutto di una sola registrazione, realizzate con un registratore a bobina (in un brano c’è un breve vuoto generato dalla fine del nastro) e l’utilizzo di un unico microfono: Gillian e David hanno lasciato intatte anche piccole imperfezioni e negligenze per non alterarne la spontaneità.

Per due musicisti che nelle loro esibizioni live si sono cimentati anche con i Radiohead e i Jefferson Airplane, interpretare Bob Dylan è un gioco da ragazzi, ma la magia che estraggono da “Senor” (inclusa in "Street Legal") e da “Abandoned Love”, quest’ultima una canzone scritta da Bob nel 1975, spesso eseguita dal vivo e pubblicata dieci anni dopo in “Biograph”, è superiore alle attese, graziate da una linearità interpretativa e da un’essenzialità strumentale che onorano la poetica originale.
Spicca altresì il vibrante e brioso duetto vocale che contraddistingue la versione di un brano portato al successo da Johnny Cash, “Jackson”.
Con disinvoltura e insolita vitalità i due musicisti affondano le mani nella radicata tradizione country, conciliando ricordi festosi (“Fly Around My Pretty Little Miss”) e lievi malinconie (“Poor Ellen Smith”) senza che ci sia una nota o un esternazione vocale che non sia contestuale o doverosa (“Oh Babe It Ain't No Lie”).

Spetta comunque a “Ginseng Sullivan” di Norman Blake ( il musicista americano non quello scozzese leader dei Teenage Funclub) la palma di gemma svelata di “All The Good TImes”, e chissà se la splendida versione di Welch e Rawlings non aiuti il pubblico a scoprire un talento noto ancora a pochi, il cui spirito è affine all’atmosfera più finemente bluegrass del disco.
Non stupisce, altresì, che la vera perla di questo progetto, nato durante la pandemia causata dal Covid-19, sia un brano, “Hello In There”, estratto dal primo album di John Prine musicista scomparso recentemente per le complicanze causate dal coronavirus: l’interpretazione di Welch ne cattura la devastante bellezza malinconica del brano, lasciando scivolare anche una lacrima a mo’ di rugiada, suggellando con classe e autentica passione un progetto nato senza molte pretese e inaspettatamente affascinante, al quale si spera che i due musicisti vogliano dare presto un seguito con un album di brani originali.
Restiamo in ascolto.

(10/09/2020)



  • Tracklist
  1. Oh Babe It Ain’t No Lie (Cotten)
  2. Señor (Dylan)
  3. Fly Around My Pretty Little Miss (trad)
  4. Hello In There (Prine)
  5. Poor Ellen Smith (trad)
  6. All the Good Times are Past and Gone (trad)
  7. Ginseng Sullivan (Blake)
  8. Abandoned Love (Dylan)
  9. Jackson (Wheeler/Lieber)
  10. Y’all Come (Duff)




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