Houses of Heaven

Silent Places

2020 (Felte) | darkwave, post-punk, industrial

Dopo un Ep del 2017 intitolato “Remnant”, l’americana Felte (label nel cui roster figurano anche i nostrani Soviet Soviet) manda in orbita il primo full-length di questo trio californiano composto da Keven Tecon, Adam Beck e Nick Ott. Una proposta alquanto valida, capace di slegarsi dal passato gotico trito e ritrito di molti vecchi dinosauri della scena per allacciarsi invece alle sonorità più sperimentali e contaminate del nuovo secolo.
Questi Houses Of Heaven sono californiani esattamente come i Drab Majesty e i Soft Moon, ma è soprattutto con la creatura di Luis Vasquez che ci sono moltissimi punti in comune: il primo riguarda la provenienza esatta (Oakland), il secondo invece è legato al sound specifico del trio, in parte devoto proprio ai Soft Moon. L’apertura affidata a “Sleep” conferma quanto detto, per via di un approccio molto meccanico dai riflessi vagamente industriali soprattutto per quanto concerne le ritmiche (l’utilizzo chirurgico della drum-machine ben si fonde con i retaggi post-punk/darkwave presenti nella struttura del brano). Sensazioni che ritornano con meno prepotenza nella più cupa e sperimentale “Dissolve The Floor”, tenuta in piedi da un binomio percussioni/tastiere abbastanza anomalo ma altamente affascinante.

Il miglior episodio del lotto giunge puntuale con la successiva “All Possible Obstacles Are Present”, in cui si la presenza dei sintetizzatori analogici prende davvero il sopravvento, offrendoci un tunnel di quattro minuti nei più sinistri meandri della musica goth. A dispetto del nome paradisiaco, questi Houses Of Heaven sembrano a loro agio all’interno di una dimensione da incubo, in un limbo notturno popolato dai peggiori orrori partoriti dalla mente: non a caso il quarto brano si intitola “A Place Between”, una canzone sospesa tra rumori metallici (quasi in scia dei “Blasphemous Rumors” di depechemodiana memoria) e un memorabile crescendo guitar-oriented della parte finale.

Il secondo lato del vinile si apre con i nevrotici synth di “Channeling”, ennesimo punto a favore di un disco che non conosce alcun calo di tensione, neppure quando gli Houses Of Heaven tendono a ripetere pedissequamente la loro formula (la più canonica “In Soft Confusion” o la seguente “Pathwork”). Impossibile, tuttavia, restare indifferenti davanti agli ossessivi sentori elettronici di “Time Apart”, una piccola perla che si eleva alla pari della conclusiva “Caresses”, dove la dilatazione delle atmosfere sembra voler dipingere nuovi scenari di marca wave-ambient, sempre in un’ottica di forte contaminazione tra generi.

Pur derivativi per quanto riguarda alcuni frangenti del songwriting, questi tre californiani hanno davanti a loro un futuro tutto da esplorare: “Silent Places” è infatti un buonissimo esordio, capace di allargare gli orizzonti della scena in esame, proiettandola all’interno di un labirinto più nero del previsto, una contorta architettura musicale affacciata direttamente sopra un baratro.

(06/08/2020)

  • Tracklist
  1. Sleep
  2. Dissolve The Floor
  3. All Possible Obstacles Are Present
  4. A Place Between
  5. Channeling
  6. Time Apart
  7. In Soft Confusion
  8. Pathwork
  9. Caresses
 


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