Lanterns On The Lake

The Realist

2020 (Bella Union) | indie-pop, chamber pop

È stata una piacevole sorpresa scorgere “Spook The Herd” tra i dodici dischi finalisti del rinomato Mercury Prize. Nonostante la vittoria finale conseguita dallo splendido “Kiwanuka”, per Hazel Wilde e compagnia questa inaspettata candidatura dovette sicuramente rappresentare un vivificante segno di riconoscimento nei confronti di un sound, di una poetica personale plasmatasi lungo una carriera ormai più che decennale. E, dopo alcuni anni di pausa creativa, proprio nel momento in cui la band di Newcastle era tornata sulle scene per confessare, con urgenza narrativa, le sue intime riflessioni dalla marcata valenza civile e sociale, questa nomina costituì anche un deciso e autorevole incoraggiamento.

Così, prima che il sole bollente e spietato di questo 2020 tramontasse definitivamente nel mare della nostra memoria e cedesse il posto alla tanto attesa alba di un nuovo inizio, con una rinvigorita convinzione del proprio talento, i Lanters On The Lake hanno deciso di rilasciare un breve Ep, una piccola appendice alla precedente prova discografica. I brani lenti, calmi di “The Realist” proseguono e drammatizzano il processo di scarnificazione degli arrangiamenti avviato da “Spook The Herd”. La voce danzante di Hazel giganteggia sulla scena e s’innalza sui delicati arpeggi pianistici, sostenuta dalle coloriture armoniche degli archi e da occasionali fremiti elettrici (“Understudy”). Solamente in “Romans”, invece, gli intrecci chitarristici costituiscono l’ossatura strumentale portante.
Tra la cinematica e impalpabile poesia dei versi della title track e la celestiale apertura post-rock di “Romans”, emerge la spoglia rivisitazione di “Baddies”. Rallentata e privata dalle percussioni rombanti, la canzone rifulge cristallina anche in questa nuova veste sonora e si conferma una delle più riuscite creazioni melodiche del gruppo inglese.

In “Model City”, posta in chiusura dell’Ep, rintoccano i respiri di una città immaginaria e metafisica, fatta di mura liquide e incorporee finestre di vetro su cui rilucono, in trasparenza, le architetture floreali dei giardini pensili dell’anima. Si tratta della rappresentazione di un paesaggio ideale, della materia malleabile da cui partire per sognare un domani più sereno per tutti noi e per provare a immaginare le future avventure musicali dei Lanterns On The Lake, che, ne sono certo, sapranno ancora sorprenderci.

(09/01/2021)

  • Tracklist
  1. The Realist
  2. Understudy
  3. Baddies (Model City Version)
  4. Romans
  5. Model City


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