Mariah Carey

The Rarities

2020 (Columbia/Legacy) | pop, r&b

Cinquant'anni adesso decisamente compiuti (anche contando il famoso mistero circa l'esatta data di nascita), la celebrazione del trentennale di carriera con un piccolo ma prezioso video-reperto dell'epoca, una chiacchieratissima autobiografia appena pubblicata, un podcast in conversazione con Oprah Winfrey (che ci ha rivelato un segreto passato da autrice grunge-rock), l'atterraggio in streaming di un sacco di vecchio materiale, e adesso "The Rarities": il 2020 di Mariah Carey è stato un anno pieno di eventi e di ricorrenze - il tutto prima ancora di iniziare la consueta stagione natalizia.
In mezzo a tutto questo gossip da Diva, la pubblicazione di una raccolta di lati B e rarità passerà inosservata ai più, ma l'ascolto di "The Rarities" è comunque una curiosa occasione per osservare in tralice trent'anni di storia del pop americano tramite la penna di una che se li è vissuti tutti in prima persona, tra trionfali successi e momenti di stallo. Mariah non sarà più il nome di punta di un tempo, ma il suo archivio è ben più vasto e articolato dei soliti successi che tutti conoscono, e anche una raccolta cronologica a suo modo di nicchia come questa è in grado di dimostrare tutto il peso del suo lascito fino a oggi.

Certo, non tutto il materiale raccolto è imprescindibile; piovuta direttamente dal 1990, "Here We Go Around Again" è tremendamente sintomatica di quel disco di debutto che non l'ha mai contenuta: vocalmente dinamica ben oltre la media, ma ancora troppo impantanata nel bubblegum degli anni 80 per farsi prendere veramente sul serio. Inevitabile anche la rassegna di levigature al synclavier dell'era delle power ballad e del connubio con Walter Afanasieff; due lenti sul tronfio andante - "Can You Hear Me" e "Do You Think Of Me" - e un midtempo - "All I Live For" - alquanto evitabili.
Sicuramente benvoluta, però, la presenza di "Everything Fades Away", amatissima B-side dall'era di "Music Box" permeata da un terso lavaggio elettronico e un'interpretazione certo accorata ma più sottile e umbratile, quasi un presagio di quello che sarebbe poi diventato lo stile di Mariah negli anni immediatamente successivi.

Dal periodo della maturità e della svolta r&b di "Daydream" e "Butterfly" giungono infatti il vellutato neo-soul di "Slipping Away" e la curiosa "One Night" - quest'ultima in particolare è un discreto saggio della sagace, ironica e al contempo amara penna di Mariah: melodia pimpante e armonicamente non dissimile dalla celebre "Dreamlover", ma qui messa in netto contrasto con un testo che a tratti è quasi preoccupante. E anche se la lavorazione del pezzo è ben più recente, il singolo di lancio "Save The Day" suona come un perfetto reperto di r&b da metà anni 90, costruito assieme a Jermaine Dupri su un sample della famosissima "Killing Me Softly" dei Fugees con la calda voce di Lauryn Hill che ne colora lo sfondo.

L'occasione più ghiotta dell'intera raccolta è però la presenza dell'ormai leggendario "Loverboy - Firecraker Original Version", ovvero il famoso singolo del 2001 com'era stato originariamente concepito su un creativo uso di "Firecraker" della Yellow Magic Orchestra. Le cose per Mariah ai tempi non andarono certo per il meglio: un ex-marito livoroso e intento a sabotarle la carriera in tutti i modi le rubò da sotto al naso la licenza per l'uso di "Firecraker" e la dette in pasto alla concorrente Jennifer Lopez per il proprio singolo "I'm Real", la versione di "Loverboy" pubblicata ai tempi dovette quindi basarsi su un'idea di "Candy" dei Cameo (nasce da questa diatriba uno dei più inossidabili meme degli ultimi anni: I don't know her).
Poca cosa, semmai, il momento vintage di "I Pray" che non raggiunge affatto i fasti del disco di riferimento "The Emancipation Of Mimi". Sicuramente più gustose le successive "Cool On You" e soprattutto il disco-funk di "Mesmerized", due brani a cavallo tra gli 00 e i 10 che riportano in luce uno dei suoi periodi più sottovalutati ma sonicamente interessanti. Niente da ridire manco sulla spassosa versione dal vivo di uno standard del jazz canoro quale "Lullaby For Birdland", con una Mariah in grande spolvero che si diverte sul palco come fosse in salotto con un gruppo di amici il sabato sera.

Un affare per soli fan? Probabile. A volte è come se un muro separasse i famosi numeri uno in classifica dal resto della produzione, una tendenza che la stessa Mariah ha spesso fomentato nel corso degli anni e che adesso non sembra del tutto capace di risolvere. Quasi a volersi smarcare per la presenza di questi brani sconosciuti, infatti, la versione deluxe di "The Rarities" contiene la registrazione completa del concerto al Tokyo Dome durante il tour del 1996 e la scaletta infila la solita impressionante sequela di hit.
Speriamo che in futuro Mariah trovi altri modi per riportare in luce alcuni dei suoi momenti più dimenticati e sicuramente meritevoli, la lista peraltro sarebbe abbastanza lunga anche solo volendo pescare da album di studio un po' ingiustamente dimenticati quali "Emotion", "Charmbracelet" e "Memoirs Of An Imperfect Angel". Anche se non prettamente essenziale, "The Rarities" può comunque servire da buon antipasto alla causa, soprattutto quando si avventura nella densamente chiacchierata era di apoteosi del kitsch di "Glitter". Jennifer Lopez? I still don't know her.

(06/10/2020)



  • Tracklist
  1. Here We Go Around Again
  2. Can You Hear Me
  3. Do You Think Of Me
  4. Everything Fades Away
  5. All I Live For
  6. One Night
  7. Slipping Away
  8. Out Here On My Own
  9. Loverboy - Firecracker Original Version
  10. I Pray
  11. Cool On You
  12. Mesmerized
  13. Lullaby Of Birdland
  14. Save The Day feat. Lauryn Hill
  15. Close My Eyes - acoustic

Live At The Tokyo Dome

  1. Daydream Interlude
  2. Emotions
  3. Open Arms
  4. Forever
  5. I Don't Wanna Cry
  6. Fantasy
  7. Always Be My Baby
  8. One Sweet Day
  9. Underneath The Stars
  10. Without You
  11. Make It Happen
  12. Just Be Good To Me
  13. Dreamlover
  14. Vision Of Love
  15. Hero
  16. Anytime You Need A Friend
  17. All I Want For Christmas Is You
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