Neupink

Fluorescent Art

2020 (autoprodotto) | digital-hardcore, noise

Un nome misterioso, Neupink, che è reso ancora più imperscrutabile dall'esistenza di un progetto gemello e diverso come Skullz, attribuibile agli stessi autori. Al 2020 contiamo a questo nome una serie di lavori, soprattutto brevi e rintracciabili principalmente sul web, oggetto di un ristretto culto. Il secondo lavoro sulla lunga distanza, questo "Fluorescent Art", arriva nell'ultima decade di febbraio come un improvviso raggio gamma che brilla da una lontana terra musicale, per lo più inesplorata e sconosciuta.

Si tratta di una versione muscolare, incessantemente spasmodica, di digital-hardcore suonato con la filosofia del math-noise-rock. Idealmente, sono i Lightning Bolt che suonano gli Atari Teenage Riot o Alec Empire, o viceversa: un esaltante modo per maltrattarsi i timpani, come mette subito in chiaro l'iniziale "Two Wives Smoking" e la sua cascata di decibel. Il protagonista è indubbiamente il ritmo, la vera ragione d'essere di tutti gli 8 brani qui presentati e il soverchiante dominatore dello spettro sonoro, anche grazie alle distorsioni imperanti. Esso è denso, frenetico, terremotante e guida lo svolgimento delle composizioni evitando che deraglino in un indistinto assalto rumoroso, intriso di acidissima psichedelia.

Questa dimensione allucinogena riesce comunque, a fatica, a trovare il suo spazio nelle pieghe di "Ghost Flammable Latex" e sullo sfondo di "Anti Technology Website"; spunta anche nell'apertura di "Majesty Of Fake Power" e nella subdola trascendenza di "Death Art". Nell'insieme, è un velocissimo, entusiasmante scorrere di futuristici, cacofonici, aggressivi, ripetitivi brani strumentali densamente arrangiati, con risultati violenti ma anche divertenti, come è il caso della demenziale danza pigolante di "Molotov Disorder". Questa incandescente musica al neon, dominata dalla devastante presenza della drum-machine, è un monumento ultra-violento di devastante intensità che trova in "Digital Artflesh" (7 minuti e mezzo) il suo componimento esteso: un duello fra l'ondulante distorsione iniziale e l'arpeggiatore ossessivo anticipa l'assalto batteristico, variegato da droni psichedelici fino al climax finale, attraversato da graffianti dettagli jazz e un organo indiavolato.

In un certo senso, è come aver ridefinito il versante elettronico del noise, come mutazione mostruosa delle colonne sonore dei first-person-shooter, del più geometrico e frenetico rock strumentale e della soverchiante, inumana sovrastimolazione della società contemporanea. Se ne esce divertiti e sanguinanti, con un acufene a ricordarci l'esperienza.

(14/03/2020)

  • Tracklist
  1. Two Wives Smoking
  2. Ghost Flammable Latex
  3. Molotov Disorder
  4. Digital Artflesh
  5. Sparse Jazz Love Rocket
  6. Anti Technology Website
  7. Majesty of Fake Power
  8. Death Art



Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.