SHINICHI ATOBE - Yes

2020 (Dds)
deep house, microhouse
Ad un certo punto, non ci è dato sapere il perché (in realtà nemmeno ci interessa) dalle parti di casa Atobe si è cominciato ad avvertire un insopprimibile desiderio di serenità. Si è giunti al punto che il misterioso producer è arrivato pure a condividere una sua immagine. Per chi ha fatto della segretezza il suo punto cardine, rendersi riconoscibile e rinunciare ulteriormente alla pensosità che tanto ha contribuito all’affermazione iniziale può risultare alquanto pericoloso, dacché il focus rischia di spostarsi su fattori che con la qualità della musica hanno poco a che vedere. A volte però esporsi può costituire un atto liberatorio: se un tale atto è accompagnato anche da musica che segni un cambio di marcia, tanto meglio. A volte, basta semplicemente un sì: nelle sette tracce di “Yes”, la dipartenza dall’acuta dub-techno degli esordi è ormai un fatto appurato, e la dimensione house sondata in “Heat” qui diventa il movente principale, l’ossatura di pezzi dal tocco sempre asciutto e minimale, ma che esplorano in lungo e in largo le possibilità di un suono abbracciato ormai senza alcun timore. In tre sole lettere il cambio di prospettiva è imponente. 
 
Non che nel mentre Atobe abbia totalmente rinunciato al dub e all’assoluta maestria nel manovrarne le più intime corde, nel caso però funge da supporto a ben più placide distensioni in fascia deep-house (“Lake 2” pare quasi avvicinarsi negli esiti ai momenti più brillanti e solari del connazionale Kuniyuki Takahashi), dona ulteriore carattere a strutture che volgono verso tutt’altra direzione (“Lake 3” e il suo ostinato percussivo in scia brasiliana).

Tuttavia, il ritorno ai lidi più familiari del passato è del tutto incidentale, e lo stiloso minimalismo della title track, che ha perfettamente decodificato la sfuggente sensualità di Luomo, sa come evidenziarlo. Talvolta il gioco si fa ben più elettrico (gli zig-zag nervosi che riempiono tutto lo spazio a disposizione in “Ocean 7”), talaltra le progressioni si fanno più curiose e suadenti (le carezze micromelodiche di “Rain 3”), ma è chiaro ormai come i costrutti della house, specialmente se declinata nella sua dimensione più essenziale e atmosferica, non nascondano più i loro segreti al producer.

 
Forse giusto la lunghezza di alcuni dei brani (spesso ben oltre i sette minuti) avrebbe potuto essere asciugata, quel minimo che basta per non trascinarle più del necessario. Anche così, resta forte l’impressione di un produttore che ha saputo evolvere la propria proposta e corredarla di un mood diverso, una luminosità del tutto nuova. Basta davvero un sì. 

30/12/2020

Tracklist

  1. 1. Ocean 7
  2. 2. Lake 2
  3. 3. Yes
  4. 4. Lake 3
  5. 5. Rain 1
  6. 6. Loop 1
  7. 7. Ocean 1