Con l’Ep “Ship-Scope” del 2001 per Chain Reaction, il producer giapponese Shinichi Atobe aveva già lasciato un segno profondo: al suo interno spicca il fragile universo emozionale di “The Red Line”, nove minuti tra fruscii lo-fi e malinconie intimiste immerse in scenari urbani e notturni. Dopo tredici anni di silenzio, in cui aveva studiato musica, e una prima intervista concessa solo nel 2024, emerge il ritratto di un artista che non coltivava il mistero per scelta: semplicemente, nessuno gli aveva mai scritto.
“Discipline” è l’ultima tappa di un’evoluzione costante: dai loop sfumati di “Butterfly Effect” del 2014 alla house cristallina di “Love Of Plastic” del 2022, fino a questo disco che integra dub vintage, techno di Detroit e ambient introspettiva. Della sua discografia, questo è sicuramente il disco più vicino alla dimensione del club, eppure conserva quella capacità di evocare nostalgie mai vissute che è il suo marchio più riconoscibile. Detonato e metallico, più vicino alla techno inglese che alla musica da chillout.
La sua è una fusione tra il calore disteso del dub techno con squarci di Yamaha DX-7, dove melodie funky sposano un’asetticità da musica per ascensore. Il lirismo malinconico lascia spazio a un’energia più serena, e le batterie sintetiche svettano su kick appena percettibili come da tradizione. Al limite del convenzionale, “Discipline” segue i canoni della tradizione techno e deep house in un susseguirsi di episodi che, pur senza inventare nulla, trasudano la classe di è consapevole del proprio idioma.
05/02/2025