The Cool Greenhouse

The Cool Greenhouse

2020 (Melodic) | post-punk, spoken word

And I guess that's why they say that musical pets
are the new opiates of the masses
But just don't forget
That nobody actually says that

La storia più divertente tra le molte che Tom Greenhouse sarebbe disposto a raccontarvi riguarda la sua giovanile certezza di essere Arthur Rimbaud. Dice di essersi anche trasferito a Parigi per seguire le orme del poeta maledetto ma, una volta intuito che la situazione stava naufragando, avrebbe fatto ritorno nella natia Londra per mettere i suoi versi sconclusionati al servizio della musica. Che l'aneddoto sia vero o meno, contiene almeno - come ogni leggenda che si rispetti - un fondo di verità. Ovvero l'ascendente di Tom per la professione di paroliere e il conseguente gusto per la manipolazione del linguaggio, nonché la ferma convinzione che l'umorismo sia un'arma da usare con la dovuta perizia, e che un patchwork di frasi sconnesse e incollate tra loro unendo conversazioni, opuscoli commerciali, articoli di riviste possa dire molto di più di una qualsiasi love song.

Dal punto di vista stilistico, l'omonimo esordio di The Cool Greenhouse - della band fanno parte anche il chitarrista Tom O Driscoll, il bassista Thom Mason, il batterista Kevin Barthelemy e Merlin Nova a tastiere e sintetizzatori, harmonium, violino e cori - assimila e risputa fuori le istanze della nuova, esaltante scena che negli ultimi anni si è formata al di là della Manica: non solo attorno al rapporto Londra/città periferiche, ma anche nel ribollente laboratorio a cielo aperto di Dublino. Di base, dunque, i cinque inglesi mettono in scena un post-punk di scuola Mark E. Smith opportunamente aggiornato alla lezione dei Fontaines D.C., con in aggiunta l'indie obliquo dei Fat White Family, l'anti-poetica degli Sleaford Mods - con i quali il quintetto inglese condivide il produttore di Nottingham Phil Booth - e pure una malcelata predilezione per i Blur ("Life Advice").

A fronte del dichiarato obiettivo di Tom Greenhouse di scrivere "musica ripetitiva che non risulti pretenziosa", il punto di forza di questo esordio sembra risiedere nel sapiente dosaggio degli ingredienti: un sound spigliato e incredibilmente fresco, data la programmatica assenza di parti melodiche rilevanti e la presenza di riff ossessivi, tagliente eppure mai sopra le righe, sorretto dal dialogo tra chitarre affilate, basso pulsante e contrappunti di tastiere. Ma anche infarcito di istanze politico-sociali che fanno il paio con le affermazioni più o meno sfocate a proposito dello straniamento del vivere moderno ("well you can go a bit nuts out here/ spending all day looking for your cigarettes or your glasses/ or plugged into high-minded conspiracy theories") declamate con lo ieratico - e sempre più sdoganato - spoken word.

Addentrarsi in "The Cool Greenhouse" significa oscillare tra brani proiettili ben calibrati - "The Sticks" (auto-definita "una paranoia epica schizoide") e "Dirty Glasses" sono numeri di alta scuola - e filastrocche sghembe quali "Trojan Horse" e "The Subletters, Pt. 2", imbattersi nella parabola ciondolante di "Gum", farsi coinvolgere dalla propulsione motorik di "Smile, Love!" o andare alla deriva insieme a "Outlines". Ma forse, dovendo scegliere, il punto più alto di questo folgorante debutto è dentro i cinque minuti e mezzo di "Cardboard Man": un ritratto impietoso della arretratezza mentale di una considerevole parte della società in cui viviamo, un flusso di coscienza che abbraccia considerazioni populiste e improvvise crisi di identità ("My favourite metal is gold/ My favourite liquid is water/ My favourite gas is hot air/ And I love Harry Potter/ Y'know I'm a West Ham supporter/ Or was it Aston Villa?").

Un'altra storia divertente partorita dalla penna di Tom Greenhouse ha per protagonista una balena che, invaghitasi di un sottomarino, per poco non finisce col provocare un disastro nucleare. Dice di averci vinto un premio, con quella storia. Era prima di decidere di trasferirsi a Parigi.

(01/06/2020)

  • Tracklist
  1. The Sticks
  2. Cardboard Man
  3. Gum
  4. Life Advice
  5. Dirty Glasses
  6. Smile, Love!
  7. Trojan Horse
  8. 4Chan
  9. Prospects
  10. Outlines
  11. The Subletters, Pt. 2


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